Barbara Gozzi
L'errante mutaforme

Nata nel 1978, Barbara gli anni '80 li ha scoperti e amati superata l’adolescenza, dopo i Levi’s chiari, le Smemoranda logore, il walkman con le canzoni registrate dalla radio sulle musicassette. Primogenita, i suoi genitori pensavano che servisse un mestiere certo e solido, ma lei – che non disdegna la matematica pur nutrendosi da sempre di storie – ha fiutato altrove, finendo per lasciare un posto da impiegata dopo tredici anni. Le prime storie sono nate in bloc-notes improbabili, Big Babol colorate trasformate in palloncini scoppiati. Col computer pagato a rate ha scoperto un accessorio – lo storico modem 56k – che le ha aperto la prima portafinestra del web. Testarda, ha puntato i piedi e ha studiato il www, scoprendone androni puzzolenti e piccoli atolli ricchi di sorprese. Nel 2005 si è data al mestiere parallelo di madre, sebbene già da alcuni anni convivesse con una gattona nera che le ha insegnato l’arte dell’arrangiarsi, delle cure silenziose e dell’osservazione. Superati i trenta si è lanciata: ora nuota nel mare della libera professione, registra le cose, a volte sbatte la testa in rocce dure, ma – fin ora – ha sempre scovato la fasciatura adatta per ripartire altrove, macchina fotografica a tracolla, libri ed ebook nel trolley, connessioni alla cintura e polvere creativa in tasca.

 

Ama inventare, scoprire, le storie che la fagocitano, il cioccolato in ogni forma e gusto, la pizza di qualunque provenienza, i corsi d’acqua, gli abbracci.

Odia l’egoismo cieco, l’arroganza gratuita, il disprezzo, la solitudine imposta dagli altri, tutto quello che gli altri si aspettano da te, le maschere con cui ormai in tanti escono di casa, le aspettative.

La sua keyword è costruire.

Il suo sogno è alzarsi la mattina potendo vivere la giornata senza freni, vincoli o scadenze tassative, seguendo le onde delle cose, con la giusta lentezza.

CONTACT ME
I SOULTROTTERS DI Barbara