Gabriele Esposito
Il pazzo eclettico, a volte furioso

Gabriele nasce a Mestre un venerdì di un’estate torrida, quella della famosa ondata di caldo del luglio 1983. Cresce tra i pupazzi, in un’epoca dove li facevano di qualità; e tra i fumetti, quando ancora erano belli. Fa tempo a vedere ancora sorprese fatte bene all’interno dei pacchi di merendine e cartoni animati di spessore alla televisione. L’arte lo circonda prepotentemente dalla nascita, ma allo stesso tempo cerca un percorso di formazione che possa aiutarlo a comprendere il mondo nelle sue varie sfaccettature, anche le più noiose. Si convince che entrambi gli emisferi del cervello vadano tenuti quotidianamente allenati, così combina un assolo di chitarra a un libro di economia, la fotografia all’interesse per le politiche pubbliche, il cinema d’animazione e la pittura alla lettura dei quotidiani. Anima artistica un po’ timida ma variegata, Gabriele cerca di innovare in tutto quello che fa, ma sempre e comunque spinto da newtoniana convinzione che per vedere più lontano bisogna guardare l'orizzonte seduti sopra le spalle dei giganti. 

 

Ama il cibo, l’amore, i film d'altri tempi e l’impressione di un bel quadro visto dal vivo.

Odia la distanza, l’ignoranza, la supponenza e le rotture di palle.

La sua keyword è fare.

Il suo sogno è vedere il mondo e vivere tranquillo.

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