Giulia Gris
Il caos ordinato

Doveva chiamarsi Benedetta o Serena, ma poi Giulia suonava meglio e venne al mondo libera da stati di grazia, almeno sulla carta d’identità. Quando ancora non era nata, con gambe e mani si divertiva a plasmare strane forme con la pancia di sua madre. Muoversi, muoversi, sempre muoversi. Dopo aver gattonato per un po’ ha perfezionato i calci e i pugni allenandosi nella disciplina del Sanda e ha iniziato a tendere verso l’alto arrampicando. Dà forma ai pensieri e alle idee attraverso la luce, stando dietro a un obiettivo, e non intende smettere. Se alla macchina fotografica e alla sacca da palestra aggiungete un cestino di vimini colmo di frutta avrete come risultato uno schizzo a colori di chi sia Giulia.

 

Ama chiudere gli occhi, gli incensi e le spezie.

Odia i biscotti spezzati e l’arroganza.

La sua keyword è movimento (mentale e fisico).

Il suo sogno è l’India.

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I SOULTROTTERS DI Giulia