Jacopo Masini
L'entusiasta della parola

Quando era piccolo, alla fine degli anni '70, soffriva del fatto che quasi nessuno si chiamasse come lui. C’erano pochissimi Jacopo in circolazione. Forse per questo, o forse perché non è facile per un bambino pronunciare nell’ordine corretto le sillabe che compongono il suo nome, si firmò per la prima volta Tapoco: la T era la J scritta al contrario. Ha iniziato a scrivere a sei anni, come quasi tutti, ma l’ossessione per le parole lo ha divorato in maniera implacabile. Non si è mai arreso ad avere un’unica ossessione, così ha cambiato un po’ di mestieri, ha praticato diversi sport, ha vissuto in due città, ogni tanto disegna un po’ e si appassiona ad argomenti diversi dalla scrittura, ma poi si arrende e torna sempre lì. Adesso vive a Parma, dentro una vecchia scuola di campagna restaurata e trasformata in una specie di piccolo condominio. Il che, dice, gli piace molto perché ama la totale follia dei bambini, la loro capacità di essere invece che di pensare. O qualcosa del genere.

 

Ama essere al mondo.

Odia i sandali indossati coi calzini.

La sua keyword è forza.

Il suo sogno è diventare saggio.

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I SOULTROTTERS DI Jacopo