Letizia Bognanni
La critica fantasiosa

Nel 1977 in Inghilterra esce Nevermind The Bollocks dei Sex Pistols, a Hollywood Rocky vince l'Oscar come miglior film, a Cannes i fratelli Taviani vincono la Palma d'oro, a Sanremo gli Homo Sapiens vincono il Festival, a Campobasso nasce Letizia – e questi fatti sono assolutamente scollegati fra di loro. Bilancia, cuspide Scorpione, ascendente Cancro, Luna in Acquario: gli esperti in materia affermano che tale quadro la renderebbe inabile a confrontarsi con gli aspetti pratici dell'esistenza e anni di chiavi dimenticate e bolli auto non pagati tendono a dare loro ragione. In compenso, si muove con agio e approccio scientifico nel mondo immateriale delle idee, delle storie, dei suoni. Decide quindi di trasferirvisi in pianta stabile: studia filosofia, narrazione e critica e – per vivere (non in senso materiale) – racconta quello che vede, quello che ascolta, quello che legge. È affetta da un'irrequietezza cronica che la porta a cambiare a intervalli irregolari passioni letterarie, musicali e cinematografiche, a prendere treni e aerei più spesso che può, ad amare gli inizi.
Oltre a essere una soulteller, per Soultrotters ha seguito la rubrica del blog Radio Soul.

 

Ama la letteratura americana, la musica inglese, le serie tv americane e quelle inglesi, la cioccolata, i frutti di bosco, i vestiti colorati, i paesi nordici, andare al cinema da sola, andare ai concerti in compagnia, stare da sola, stare in compagnia.

Odia il provincialismo, i pettegolezzi, gli insetti, gli errori di ortografia, le nature morte, i nati stanchi.

La sua keyword è annotAzione.

Il suo sogno è vedere tutto il mondo.

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