Luca Bortolato
Il ribelle immaginista

Nato all’alba degli anni ’80 in una famiglia modesta di operai e contadini, a Luca piace fin da subito disegnare. Per questo per le superiori sceglie una scuola d'arte, ma poi sembra fermarsi tutto lì: c'è il militare da fare, c'è da lavorare e c'è da costruirsi un futuro. Non il suo, però. A un certo punto, prima di essere fagocitato da una vita che non gli appartiene, arriva la scelta di cambiare radicalmente percorso: dalla fabbrica ai libri, in un viaggio senza ritorno. E poi, in un momento in cui doveva succedere, c'è l'incontro con le immagini. Da allora inizia la sua ricerca artistica, che gli piace definire come un atto egoistico per capire se stesso e le sue relazioni con l'altro sesso. Il suo lavoro si sviluppa attorno alle difficoltà di un'interazione intima spontanea, all'imbarazzo che si crea tra due persone e al flirtare asettico generato dalla paura di rivelarsi all'altro. Ricreando artificialmente nel set i timori che gli esseri umani provano nel mettersi a nudo, nelle sue immagini Luca cerca di svelare le dinamiche relazionali che ci confondono fino a farci perdere identità. Lo fa per aiutarci a ritrovare la nostra ma – prima di tutto – per aiutare se stesso.

 

Ama il profumo dell’erba appena tagliata, le cose vecchie e semplici e le persone.

Odia la gastrite, le grida alla mattina e l’inadeguatezza. 

La sua keyword è immagination.

Il suo sogno è non avere paura.

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