Maria Grazia Dal Pra'
La poliedrica senza spigoli

Maria Grazia è vicentina, di fiera discendenza cimbra. Il suo nome rivela l'attesa del miracolo, nonostante il baby boom degli anni '60 di cui è comunque figlia. È vegetariana senza ripensamenti, con buona pace degli avi paterni, macellai da almeno tre generazioni. Si muove: a piedi, in bicicletta, in treno, con le gambe e con la testa, felicemente ossessionata dalla ricerca delle connessioni con tutto ciò che esiste. Dopo una lunga fase di copiose migrazioni verso lontani altrove, è ora diventata esploratrice di dintorni e apprendista di lentezza. Perciò viaggia anche a piedi, con quadrupedi che non hanno fretta, dormendo in posti scomodi, pur avendo il letto di casa a meno di mezz'ora di auto. Attraversa, per formazione ed esperienza professionale, i territori dell'ambiente, dell'educazione, della comunicazione e della creatività. Scrive. Non possiede il dono della sintesi e si pre-occupa moltissimo. Non si capacita di come, arrivando sempre in anticipo agli appuntamenti, accumula sistematici arretrati con la vita. Crea. Ha una musa ispiratrice, anzi un musetto: quello con i grandi occhi del nipotino Elia. Legge. Cerca radici ma si entusiasma per i traslochi, cerca armonia ed equilibrio, ma patteggia con il caos. Non si annoia mai.

 

Ama le latitudini a nord, le stelle, le castagne e le canzoni.

Odia la menzogna e il sole a picco.

La sua keyword è relazione.

Il suo sogno è una casa open space col pavimento di legno, la stube e grandi vetrate con vista sulle montagne, in cui far entrare luce e dare alla luce.

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I SOULTROTTERS DI Maria Grazia