Marta Tudisco
La metallara romantica

Marta è stata concepita nella famosa notte dei fuochi da sira do’ tri (la sera del tre), nel pieno tripudio della festa catanese di Sant’Agata. Nasce otto mesi e mezzo dopo, scalciando e sbraitando per venire al mondo. Sin da subito si mostra alquanto precoce: comincia a camminare a 6 mesi, a 8 impara a parlare e da allora la sua lingua pizzuta non ha più smesso di articolare suoni e parole. Vive la sua infanzia imparando sin da subito a badare a se stessa, circondata dal conforto e dalla compagnia degli immensi volumi che riempiono le sue otto librerie domestiche. I libri saziano l’immensa sete di conoscenza che caratterizzerà la sua intera esistenza da alunna – il più delle volte autodidatta – e parimenti rappresentano per lei la chiave d’accesso a un mondo fatato che spesso preferisce alla realtà. Matura una profonda passione per il magico e il fantastico: streghe, vampiri e lupi mannari sono stati i suoi primi grandi amori. Mentre i Metallica, i Guns’n’Roses, i Nirvana e Linkin Park componevano la colonna sonora della sua adolescenza, Londra le entrava di nascosto nel cuore, implorandola di appassionarsi all’inglese perché un giorno tornasse da lei e vi rimanesse per sempre. Così decise che fosse ora di lasciare la Sicilia, che cominciava a starle stretta, e diventare una cittadina del mondo, partendo alla conquista di Venezia prima, dove si stabilì per studiare Lingue occidentali, e di Verona poi, dove studiò Editoria e Giornalismo e riscoprì lo sviscerato amore per il cinema, di cui attualmente vive e sopravvive. Da allora, Marta non ha mai smesso di viaggiare, di muoversi, di amare, di leggere, di esplorare, di incuriosirsi, di osservare, di scrivere e di riflettere. Scava e cerca ancora dentro di sé la sua identità e la sua vocazione che, come lei, restano ancora sospese in un etereo nomadismo, in cerca di un terreno fertile su cui mettere radici. 

 

Ama la pizza, i vampiri, l’odore dei libri.

Odia i treni in ritardo, le urla in autobus, avere le mani sporche.

La sua keyword è sentimento.

Il suo sogno è conoscere una parte ancora più ampia dell’immenso “tutto” che ci circonda. 

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I SOULTROTTERS DI Marta