Monica Bergamin
L'ar-monica possibilista

Monica nasce a inizio ottobre, nell'autunno giallo e rosso del 1975, quando il Sole percorre il segno cardinale della Bilancia. Queste circostanze che accompagnano la sua (ri)comparsa sulla Terra le appaiono da sempre il sigillo perfetto della sua essenza mortale perché parlano, senza la necessità di spendere troppe parole, del suo più intimo nucleo e fondamento. Dell'amore per l'arte (la musica in particolare), la bellezza, il mondo delle idee e dell'innovazione, la lettura, la socialità e i viaggi. Ma raccontano anche dello spleen, della melancolia tipica di quel periodo dell'anno e dell'oscura passione per la fitta e densa nebbia. Cresce piuttosto vivace e irrequieta in un piccolo centro della provincia trevigiana. L'urgenza di incontrare il mondo le deve essere stata trasmessa dai geni paterni che hanno conosciuto per generazioni la dimensione errante dell'emigrazione. Oppure è semplicemente l'effetto dalla perenne inquietudine dei segni duali, spinti per necessità a conciliare istanze opposte. Così, dopo gli studi linguistici, vive un po' di tempo in Inghilterra. Al suo rientro si laurea in Sociologia e lavora per diversi anni in ambito commerciale. Con una costante domanda che le tarla la mente: cosa farò da grande? La ricerca di un senso diverso da dare al suo tempo la porta a immergersi in un percorso introspettivo che ridesta la sua anima. Oggi ci sono mille progetti e possibilità da esplorare. Il viaggio più emozionante è finalmente cominciato.

 

Ama la nebbia, le patate fritte, il rumore della pioggia battente mentre sta per addormentarsi.

Odia il traffico, l'ostentazione, il raffreddore.

La sua keyword è espansione. 

Il suo sogno è vivere senza costrizioni facendo solo ciò ama fare.

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