Paola Guerrieri
La mina stravagante

Il primo acuto con il quale Paola saluta il mondo risale alla fine di febbraio del 1982. Solo a due anni e mezzo comincia a scandire le prime parole, che sembrano da subito determinarne il  destino. Parole da scrivere, disegnare, immaginare. Comunicare sempre e dovunque è l'adrenalina da cui Paola ha scelto di dipendere. Parte quindi dalla scrittura: studia comunicazione e si improvvisa giornalista, armata di penna e sorrisi. Affamata della genetica diversità di luoghi e persone, trascorre molti anni in diverse città e, appena può, intraprende coraggiose traversate intercontinentali, lontana dalle stelle dei resort e a diretto contatto con luoghi esposti al rischio di reale contaminazione culturale. Per lavoro organizza eventi per un’azienda. Combatte ogni giorno il suo mal di vivere praticando teatro, scrivendo, lavorando al suo blog e andando alla ricerca di nuovi progetti e collaborazioni. Ogni volta che ha la possibilità di esprimersi, per lei è una vittoria. Soffre di claustrofobia, odia le strade a senso unico, non sopporta l’ordine precostituito. È logorroica e visionaria. Ama maledettamente la vita e ringrazia l’arte per offrirle ogni giorno mille modi di chiamare ed esprimere questo suo amore viscerale.

 

Ama le gocce di cioccolato dei biscotti, il lucidalabbra e camminare scalza.

Odia l'ipocrisia, le cimici, i cetrioli.

La sua keyword è amarsi

Il suo sogno è scrivere un libro e offrire una cena al critico che lo stroncherà in pieno.

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