Sara Stangherlin
La funambola ottimista

Nata sotto il segno del baco da seta nell’anno orwelliano 1984, Sara ha sempre dimostrato – fin dalla tenera età – una sana dipendenza da storie. Di tutti i tipi. Seguendo questa passione si è trovata impigliata in una trama di conseguenze imprevedibili: dopo aver vinto un concorso letterario alla fine del liceo ha deciso di iscriversi alla facoltà di Lettere, si è laureata e poi ha imparato a districarsi tra diversi lavori precari e improbabili ma che hanno sempre avuto come comune denominatore i libri e la scrittura. Dopo un anno passato a Lisbona, come volontaria in alcune scuole di periferia, ha scoperto la bellezza dei libri per bambini e ragazzi. Uno degli ultimi approdi è stata la ludoteca della biblioteca di Montebelluna (TV). Fa della flessibilità e dell’incertezza un'opportunità per estendere gli orizzonti e vedere più mondo possibile. Nelle occupazioni più disparate, in luoghi diversi e nelle sue giornate normali, trova comunque storie interessanti da raccontare. Almeno per lei lo sono. Scrive perché non sa farne a meno.

 

Ama la luce e il vento dell’Atlantico, le vecchie lettere, gli scoiattoli, i peperoni, frugare in soffitta, gli albi illustrati, le coincidenze, le polaroid.

Odia i chewing-gum sotto i piedi, i lumaconi, i semafori rossi, lo stridore della forchetta sul piatto, l’indifferenza e la boria.

La sua keyword è pensiero laterale

Il suo sogno è scrivere un libro per bambini e avere una mini casa nei posti dove ha lasciato un pezzo di cuore.

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