Tamara Baris
La casinista pignola

La prima volta è arrivata in anticipo: 26 anni fa, qualche mese prima rispetto al previsto, sicuro già s’annoiava. Crescendo è diventata una specialista del fuori tempo: o troppo presto, o troppo tardi. Spesso troppo, mai poco. Alterna periodi di massacrante multitasking (o almeno così dice), a periodi di faticoso letargo (o almeno così sembra). Pare che nella vita ancora non faccia nulla di preciso, ma ha fatto diverse cose. Ama: organizzare, e agire liberamente; darsi delle regole, ma trovare il modo per dimenticarle; lavorare, studiare, stancarsi. Odia le scadenze, i tempi, l’ansia. Segue strade precise, ma preferisce crearne di nuove. Ha un sacco di paure, ma altre non le conosce. Odia i problemi, ma non fa nulla per dimenticarli: li guarda negli occhi, li affronta. A volte ci vuole tempo per annientarli. Alcuni sono convinti che scriva, altri che il suo nome e cognome sia in realtà uno pseudonimo. Qualcuno le ha detto che è un cyborg, qualcun altro dice che è un’aliena. Niente di tutto questo, però ogni tanto, sì: scrive. È umana ed esiste: questo è sicuro. 

 

Ama il mare, gli spazi aperti, i fogli bianchi, i disegni che inizia e non finisce.

Odia gli ipocriti, i luoghi comuni, il rumore del gesso sulla lavagna.

La sua keyword è proviamo.

Il suo sogno è segreto (dicono che se lo dici, poi non si avvera…).

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