Ulisse Fiolo
Il musico autodidatta

A parte il nome, già un programma, pare proprio che tra i probabili luoghi del suo concepimento ci siano vigne in camporella o una pineta in riva al mare. Il 17 gennaio 1972, Ulisse è salpato alla vita in Riviera del Brenta e ci è rimasto per metà della sua esistenza terrena. Poi ha cercato scampo in altri meandri della provincia veneziana nella speranza (oggi minata) di non estinguersi nel mutuo (trentennale). Mantiene sempre un piede saldo a terra e l'altro sollevato, ad andare oltre. Ha fatto lavori semplici (portalettere, fattorino, bidello, commesso…) per continuare nei suoi studi e ha lasciato l'università perché troppo sterile ed accademica. Da tre anni è disoccupato per un licenziamento ingiusto ed è in causa sindacale. Chitarrista autodidatta da ormai vent’anni, ora strimpella e compone anche con il piano. A volte scivola nelle parole, ma fare è il solo verbo che abbia senso: la poesia è artigianato del suo respiro – passo – verso. Però, alla fine, la musica subissa tutto. Collabora con varie realtà locali per letture, spettacoli, documentari, musica, film… Con altri amici dieci anni fa ha fondato il nucleo di resistenza poetica La Dura Madre, con cui realizza eventi, soprattutto in scenari naturali. Ha qualche buona pubblicazione (anche pseudonima), menzioni e premi di poesia ma non ha una famiglia. Quando non suona, legge e scrive: un’amica recente lo ha chiamato schìtaro-poeta

 

Ama l’acqua, la terra, l’aria, il sole e tutto quel che è bello.

Odia niente, ma disprezza la cattiveria e la stupidità.

La sua keyword è per-lustrare.

Il suo sogno è campare d’amore (cioè di ciò che ama fare).

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