Valentina Gaddi
La gatta viva

INT/GIORNO – CAMERA DA LETTO. Rumore di pagine sfogliate. La luce del pomeriggio entra dalle persiane socchiuse ad illuminare una porzione del cuscino. Una Bambina sdraiata a pancia in giù sul letto sfoglia le pagine di un libro, sfruttando quell’angolo di luce pomeridiana, mentre il resto della casa è immersa nella penombra e nel silenzio di un dopo pranzo estivo. Il testo del romanzo è curiosamente bicolore: rosso e verde. La bambina chiude il libro a poche pagine dalla fine, poi si strofina gli occhi umidi cancellando ogni traccia di commozione. Poi si sdraia supina accanto al libro, assaporando quella sensazione. Una voce la riscuote:

MAMMA (VFC): Di cosa parla?

Sulla soglia c’è la Mamma, che sorride vedendo la bimba sdraiata accanto al libro, come fossero due compagni di gioco che si riposano dopo una corsa emozionante.

BAMBINA: Parla di un libro dove succedono tutte le cose che succedono davvero anche nella realtà!

MAMMA: L’hai quasi finito, brava. 

Ma la bambina sembra triste.

MAMMA: Cosa c’è?

BAMBINA: Non voglio finirlo, mamma.

 

STACCO SU: 

SEQUENZA MONTAGGIO 

La Bambina studia molto. Perfino troppo. Scrive. Legge. Si innamora. Diventa pian piano Donna, e forse nemmeno poi così piano. Scrive. Si laurea e si specializza. Si innamora. Scrive. Morde l’aria attorno fino a mangiarsi tutte le emozioni a disposizione. Non le resta abbastanza. Scappa dalla provincia e si rifugia nella Capitale. Scrive per lavoro. Lavora per scrivere. Le piace l’idea di scrivere qualcosa che la sua nonna possa guardare in tv, qualcosa con cui tenersi compagnia e per cui emozionarsi. È molto fiera della sua soap opera e del supporto della sua nonna e di milioni di altre nonne.

 

STACCO SU:

INT/GIORNO TAVOLO DI LAVORO

Sul monitor di un Mac compare un file Celtix. Un nuovo progetto, una commedia sentimentale per il cinema… “Ma questa è u\'altra storia, e si dovrà raccontare un'altra volta”.

 

Ama ricordarsi i sogni per filo e per segno, anche quelli brutti. L’ultima scena di “Harry ti presento Sally” e la prima di “Manhattan”. Ma anche la scena della telefonata tra Desmond e Penny in “Lost”. Nuotare in piscina all’aperto d’estate. Le coincidenze pazzesche che tutti dicono “è il Destino” e lei dice “no, è il Caso” e poi però le rimane addosso quella sensazione di magia. La psicoterapia. I cereali nel latte. Rileggere una pagina appena scritta. Fare l’amore. La convinzione di poter ancora cambiare tutto.

Odia l’ingiustizia, la propria pessima memoria e le ossa larghe del proprio bacino. Essere sveglia mentre gli altri dormono. Il governo di Israele. La Malattia. La paura di non poter più cambiare abbastanza.

La sua keyword è secondo atto.

Il suo sogno è scrivere qualcosa che rimanga in testa alla gente. Anche il giorno dopo. E quello dopo. E quello dopo ancora.

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