Valeria Capuano
La farfalla sugli spigoli

Per Valeria il tempo è un concetto misterioso. E ne è passato parecchio da quel primo 30 agosto. Il tempo di scoprire chi è. Almeno un po’. Di cercare una verità cangiante, mai rigida, mai preconfezionata. Una gran presuntuosa, direte voi. Eh, forse, ma c'è stato anche un prezzo da pagare, piuttosto alto. Il tempo di capire come voler bene e come volersi bene. Di camminare sola perché la vita chiede di prendere in mano il proprio destino e di mettere un passo avanti all’altro, di sollevare lo sguardo e – quando si è stanchi, confusi, anche un po’ persi – di fermarsi. Di accettare quello che non si può cambiare. La lezione della vita. Delle storie, fatte per essere raccontate, anche attraverso quelle degli altri: e allora entra in silenzio nei libri, nella musica, nella danza, nel cinema, nei quadri astratti, nelle domande. Per svuotarsi e ricevere pienezza.

 

Ama l’essenzialità selvaggia del cammino zaino in spalla e pensieri in volo, le parole cercate, i gesti danzati, la morbida mutevolezza degli spigoli delle rocce.

Odia sentirsi imprigionata in una visione delle cose considerata giusta perché condivisa da una maggioranza non pensante. Vorrebbe non odiare.

La sua keyword è attenzione.

Il suo sogno è che i suoi figli – e lei con loro – trovino una strada, la loro, per fiorire e essere felici. Perché come dice Niccolò Fabi, non tutte le strade sono un percorso…

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