Abie Nathan
L'attivista che ha inventato la radio della pace
READ SOULTALE / Abbattere le frontiere in onde medie

Converrete con me che per un ebreo nato in Iran e cresciuto in India quello di frontiera non può essere un concetto molto chiaro. Pensate solo agli odori e alle sfumature. Tra Abadan e Bombay credo di aver potuto ammirare, in vent’anni di vita, una palette di colori difficile da ritrovare nella bottega del miglior tappezziere di Haifa. Da ragazzo poi imparai a pilotare gli aerei per la Royal Air Force e lasciate che vi dica che la tavolozza di colori, dal cielo, era davvero impressionante. A vent’anni però mi arruolai anche in guerra, forse perché dall’alto divenne cara la terra su cui camminare una volta sceso. Una terra che fosse mia e di quelli come me. Erano gli anni della scoperta del buio. Il buio della guerra e dei lager e del gas e della cenere e dei capelli tagliati. Quel buio lì.

Quando atterrai aprii un ristorante. Mi godevo il mare di Tel Aviv, gli amici e tutti gli odori della mia vita, credendo che potesse andare così per sempre. Ed ero ormai un uomo quando compresi l’incoerenza di aver vissuto vent’anni senza terra, circondato da vicini di ogni religione. Nell’unico luogo che avesse senso chiamare casa, mi sentivo fuori luogo, invasore e invaso. Così all’inizio provai con la politica, ma eravamo troppo pochi. Poi capii che per dare un segnale di rottura dagli schemi etnici, religiosi e nazionali, avrei dovuto fare ciò che sapevo fare meglio. Con un aereo volai verso l’Egitto, portando con me un messaggio che diceva pace. Appena arrivato a Il Cairo fui arrestato per essere entrato illegalmente nel paese. Mi rimpatriarono e appena rientrai in Israele fui arrestato nuovamente per aver volato lungo una rotta non consentita.

E dopo tutta questa roba, a 45 anni suonati, mi è venuta la voglia di mettermi in mare. Ed è da qui che vi parlo, cari ascoltatori. In diretta dalle acque internazionali a largo della costa di Tel Aviv, sulla MV Peace, a 1539 kilohertz di concordia e musica. Iniziamo oggi l’avventura di Voice of Peace, una radio off-shore che vi farà abbracciare in onde medie. Buon ascolto.

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Creative Commons. Author: Pinn Hans.

Avraham “Abie” Nathan (Abadan, 29 aprile 1927 – Tel Aviv, 27 agosto 2008) è stato un attivista e pacifista israeliano. Nato da famiglia ebrea e cresciuto in Iran, divenne pilota d’aereo. In servizio per la Royal Air Force, si arruolò nella guerra arabo-israeliana del ’48. Stabilitosi in Israele, dopo aver aperto un ristorante, entrò in politica senza ottenere successo elettorale. Divenne noto per aver raggiunto l’Egitto con un aereo nominato Shalom 1. Fu più volte arrestato anche a causa dei suoi rapporti con l’OLP e con il leader Yasser Arafat. Nel 1973 fondò la radio Voice of Peace, un’emittente pirata con sede sulla nave MV Peace. Realizzata anche grazie al finanziamento di personalità internazionali tra cui, pare, quella di John Lennon, la radio ha trasmesso fino al 1993, anno dei patti di Oslo che per Nathan significarono il raggiungimento del proprio scopo e un avvicinamento pacifico tra il popolo israeliano e quello palestinese. Dopo la sua morte, la municipalità di Tel Aviv ha eretto un monumento in suo onore, vicino a dove era attraccata la nave che trasmette ancora oggi registrazioni della voce di Nathan da Radio Voice.

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