Adriana Cavarero
La filosofa che tesse racconti
READ SOULTALE / Una cicogna in giardino

Tempo fa ho letto una storia raccontata da Karen Blixen. Narrava di un uomo che viveva presso uno stagno e che una notte fu svegliato da un gran rumore. Uscì nel buio e si diresse verso lo stagno ma, nell’oscurità, correndo a destra e a manca, guidato solo dal rumore, cadde e inciampò più volte. Finalmente trovò una falla sull’argine da cui uscivano acqua e pesci. Si mise subito al lavoro per tapparla e, solo quando ebbe finito, se ne tornò a letto. La mattina dopo, affacciandosi alla finestra, vide con sorpresa che le orme dei suoi passi avevano disegnato sul terreno la figura di una cicogna.

Chissà che senso avrà il mio disegno. Si lascerà guardare? Mi rivelerò per quella che sono?
Perché essere e apparire coincidono, sai.
L’attivo rivelarsi agli altri, con atti e parole, offre uno spazio plurale e perciò politico all’identità, confermandone la natura esibitiva, relazionale e contestuale. Chi ciascuno è lo rivela agli altri quando agisce al loro cospetto su un teatro interattivo dove ciascuno è, al tempo stesso, attore e spettatore.
Chi si rivela non sa mai chi rivela. Dato che nel carattere esibitivo di questo chi sta l’identità di ognuno, chi l’agente rivela è, per definizione, ignoto all’agente stesso. Ecco perché c’è bisogno del raccontami chi sono.
L’identità è una storia che non ha un autore. Ci sono un protagonista e un narratore. L’identità è uno spazio narrativo e, tra identità e narrazione, c’è un rapporto di desiderio. 
Raccontami la mia storia, dice colui che vuole gli si sveli la narrabilità della propria identità, desiderando sentirla narrare. Ora egli sa chi è, sa chi esponeva nell’agire. Ma sa anche che era la sua identità narrabile a fargli compiere grandi azioni per il desiderio di sentirla personalmente narrare da un altro.
Siamo tutti Odisseo alla tavola di Alcinoo, piangenti nel sentir raccontare, inaspettatamente, la nostra storia.
Si desidera l’unità in forma di storia che il racconto conferisce all’identità. Si desidera la propria cicogna.

Chi sarai, tu che leggi,  tu che ancora non sai di essere?
Te lo racconterò io, in una delle infinite storie che ti sveleranno.
Ti racconto una briciola della tua esistenza ancora prima del tuo apparire, prima ancora che tu abbia una storia di eventi in successione.
Sei già un per sempre.

ABOUT / Adriana Cavarero

Adriana Cavarero (Bra, 1947) è una filosofa e docente italiana. Insegna filosofia politica all’Università di Verona ed è visiting professor presso la New York University. Tra le fondatrici della Libreria delle donne di Milano e di Diotima, unisce nei suoi studi e nei suoi lavori il pensiero di Hannah Arendt e quello della differenza sessuale. I suoi interessi spaziano dal pensiero antico a quello moderno e contemporaneo, soprattutto nella loro valenza politica. È autrice, tra le altre cose, dello splendido Tu che mi guardi, tu che mi racconti (Feltrinelli, 1997).

SOULSPECIAL