Alessandro Del Piero
Il calciatore che ha fatto goal in ricordo del padre
READ SOULTALE / Da grande farò il calciatore

Vedo tutto ancora nitidamente, come fosse successo ieri. Mio padre che libera il garage per farmi spazio, parcheggiando fuori la nostra 127 color giallo crema, io che preparo per terra la pallina da tennis, mentre inquadro già l’interruttore della luce. Mensole zeppe di attrezzi e di materiale elettrico mi circondano, diventando gli spalti gremiti del mio stadio. Il pavimento freddo e duro della stanza si trasforma, come per magia, in un manto d’erba morbida, che invita alla corsa a perdifiato. L’interruttore è l’obbiettivo, il centro del mio desiderio. L’interruttore è la porta. Se lo colpisco, faccio goal. Se lo colpisco, si accendono le luci dello stadio.

Mi volto un attimo indietro. Vedo mio padre che mi osserva in silenzio e mi sorride vicino alla basculante aperta. Sta aspettando che tiri, che gli faccia vedere quanto sono bravo. Così mi giro di nuovo verso l’interruttore. Faccio entrare nei polmoni tutta l’aria possibile con un respiro profondo. E inizio a correre, lasciando da parte ogni preoccupazione e ogni paura. Copro il campo a rapide falcate ed entro in area. Un difensore cerca di opporsi, sbarrandomi la strada. Fingo per un attimo di sterzare bruscamente e di portarmi la palla sul piede destro per una delle mie solite conclusioni a giro, sul palo più lontano. Poi, riprendo subito la corsa lungo la mia linea, superando di slancio l’avversario e ritrovandomi a tu per tu con il portiere in uscita.

Il fiato di mio padre adesso è sospeso, insieme al mio. Basta poco per accendere quell’interruttore e per dare nuova luce al giorno. È il momento del tiro. La gamba sinistra compie un movimento dolce e lo scarpino accarezza il pallone, imprimendogli una traiettoria chirurgica e imparabile, che scavalca l’estremo difensore e gonfia la rete.

È il minuto ’81, lo stadio di Bari scoppia in un boato, anche se quello che succede dopo è l’unica cosa che non ricordo bene. C’è il mio urlo liberatorio e i pugni stretti, quelli sì. Ci sono gli abbracci dei miei compagni di squadra e le mie lacrime private, rivolte al cielo. Ci sei tu, papà. Di questo ne sono sicuro. Ci sei tu, lassù, adesso. Che mi indichi il punto dove sarà più facile incontrarti di nuovo. Che fai spazio in garage per lasciarmi giocare, ancora una volta. Perché possa diventare un grande calciatore. Perché possa continuare a colpire quell’interruttore e vederti accanto a me.

ABOUT / Alessandro Del Piero
Creative Commons. Author: Marco Estrella.

Alessandro Del Piero (Conegliano Veneto, 9 novembre 1974) è un calciatore italiano. Nei diciannove anni passati con la maglia della Juventus, ha vinto tutto quello che si potesse desiderare, costringendo i patiti delle statistiche ad aggiornare molti dei record appartenuti ad altri calciatori che in passato militarono nella squadra torinese. Esiste però anche una pagina buia in una vita fatta di tanti successi sportivi, quella legata al dramma familiare per la prematura scomparsa del padre Gino, avvenuta nel febbraio del 2001. Alessandro Del Piero lo ricorda come una persona mite e taciturna, una persona al tempo stesso capace di essere un punto di riferimento per tutta la famiglia. E il 18 febbraio del 2001, a pochi giorni dalla sua morte, Alessandro gli ha dedicato il goal segnato contro il Bari, un goal che è risultato essere un vero e proprio spartiacque per la sua carriera, che pareva avviata a un precoce declino. Da quel momento, Del Piero non é diventato soltanto un calciatore completo, ma anche un uomo maturo.

SOULSPECIAL