Alfred Nobel
Lo scienziato filantropo
READ SOULTALE / Lo scoppio del progresso

Ho respirato il progresso a pieni polmoni e ne ho percorso i binari a gran velocità. I miei occhi hanno visto la fiamma della crescita e le mie orecchie ne hanno sentito il frastuono. Mi ci sono tuffato dentro con lo spirito ottimista del filantropo e forse ci sono rimasto ingenuamente invischiato, non avendo saputo riconoscere, nello scalpitio della miccia che brucia, l'invenzione di un'arma letale. Sono il figlio legittimo della mia epoca. Sento il progresso in pancia, entusiasta e rumoroso, che mi esalta come un bambino davanti a un giocattolo nuovo. Mi chiamano il mercante della morte perché non ho saputo riconoscere le conseguenze del mio intuito.

Io credo nell'uomo, nella sua razionalità, nella sua capacità di riconoscere l'orrore, nella sua crescita intellettiva, nei suoi miglioramenti costanti e coerenti. E non ammetterò di essermi sbagliato. Ho inventato la dinamite nei miei laboratori, perché sono un chimico figlio dell'Ottocento, e mi sono crogiolato nella mia scoperta pensandola capace di portar pace. Mi ripetevo che, vedendosi distrutte in poco tempo, le nazioni non avrebbero potuto che inorridire e ritirarsi e procedere magari allo smantellamento degli eserciti interi, forti di una nuova coscienza.

Mi sbagliavo su tutto meno che sulla fiducia: io una luce nell'uomo la vedo. Una luce a volte fioca ma comunque densa, che talvolta si confonde ma mai si spegne. Una luce che sa riconoscere l'odio e lo allontana. Mi sono arricchito alle spalle di un progresso che mi ha illuso, eppure continuo a credere nell'uomo a cui lascio tutto. Lascio la speranza, lascio la fiducia, lascio la lampadina di una crescita, positiva e altruista, sempre accesa così che, chi si troverà perso, ci potrà vedere. Nel mio testamento non c'è un uomo solo, ma tutti coloro che vorranno contribuire alla crescita dell'uomo con la U maiuscola.
A mie spese.

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Alfred Bernhard Nobel (Stoccolma, 21 ottobre 1833 – Sanremo, 10 dicembre 1896) è stato un chimico e filantropo svedese. Nel 1867 inventò la dinamite che gli fruttò denaro sufficiente ad aprire società e laboratori in una ventina di Paesi. Assommò 360 brevetti ma, all'apice della carriera, un esperimento provocò la morte del fratello e la perdita delle gambe al padre. Tormentato dalle applicazioni belliche della sua invenzione, ma animato da un sincero spirito filantropico, nel 1895 sottoscrisse il suo noto testamento che istituiva premi volti a riconoscere gli sforzi dell'uomo verso la ricerca (il cosiddetto premio Nobel).

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