Alfred Wolfsohn
Il pioniere della voce scatenata
READ SOULTALE / Il mistero oltre la voce

La definizione più buffa che di me ho sentito è stata: Alfred Wolfsohn, ma certo! Colui che faceva cantare le donne come uomini e gli uomini come donne. Sorrido perché, per quanto parziale, c’è qualcosa di vero in questa definizione.

La voce umana non ha limiti. Mi hanno a lungo insegnato, e tutt’ora con forte insistenza si insegna alle persone, quando le si considera persone e non semplicemente allievi, che il nostro intervallo vocale inizia e finisce su note ben precise. Solitamente un intervallo piuttosto corto, rispetto a quanto ho visto. Non ha senso parlare in ottave, bisogna parlare secondo la natura della spinta che permette alla voce di emergere. I nostri stati emotivi toccano corde molto più profonde e potenti di quelle che ci consente la tecnica.

C’è un mondo che è connaturato a tutti dietro a ciò che provo a far emergere nelle persone che studiano con me. Il maschile nel femminile, e viceversa, non sono che uno di questi aspetti. Aspetti che, se lascerete libera la vostra voce, si manifesteranno con tutta la potenza e meraviglia, così strettamente intrecciate agli umani che noi siamo e al mistero che ci abita.

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Alfred Wolfsohn (Berlino, 23 settembre 1896 – Londra, 5 febbraio 1962) è stato un maestro di canto tedesco nonché fondatore di uno stile particolare di formazione vocale oggi conosciuto come l'approccio Roy Hart Theatre. La prima guerra mondiale lo portò a strettissimo contatto con un’esperienza di suono e voce molto lontana dalle categorie separate di Soprano, Contralto, Tenore, Baritono e Basso, alle quali era stato abituato nei suoi primi anni di studio. Le grida dei soldati morenti, come dei feriti di trincea, motivò fortemente le sue intuizioni circa un canto che sia l’espressione di tutto l'essere umano. Pensiero che lo ha portato a esplorare la natura e le possibilità di quello che ha definito come la piena voce umana, in contrapposizione alla voce specializzata. Divenne così un pioniere nei regni della ricerca vocale e i suoi studi d'avanguardia hanno rivelato le potenzialità della voce non solo come strumento di espressione artistica, ma anche di sviluppo umano e di terapia. Dopo la morte, avvenuta nel 1962, il pupillo Roy Hart proseguì la ricerca del maestro portando alla fondazione del Centre Artistique International Roy Hart, in Francia, dove il metodo Wolfsohn è ancora insegnato e diffuso in tutto il mondo.

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