Allen Ginsberg
Il poeta della lotta contro il conformismo
READ SOULTALE / La prima idea è la migliore

Comunicare il proprio sé.
Tutto il resto non ha alcun senso quando si parla di poesia.
Decidere di scrivere soltanto per se stessi.
Accogliere l’urlo che ci viene da dentro, che ci violenta con la sua urgenza e con il suo orgasmo.
Questo è fare poesia.
Basta con la ricerca estetica del verso.
Basta con i verbi azzimati o gli inutili pindarismi per sovvertire la semantica.
Basta con le stronzate per far colpo sugli altri.

Lasciamo perdere la sensazione di essere profeti illuminati. Fanculo l’illuminazione, fanculo il sentirsi baciati dal soffio dell’estrema beatitudine celeste, quella che da l’impressione di essere un diversamente sensibile.
Abbandoniamoci alla cruda realtà della nostra condizione umana.
Sentiamoci sempre in debito con il mondo, per potergli dare ogni volta tutto ciò che abbiamo, attraverso la nostra parola.

Accontentiamoci di quanto sapremo regalargli spontaneamente, qualsiasi cosa ne esca.
Accontentiamoci se sarà un temporale o una rosa, se sarà una lama o una carezza.
Accontentiamoci anche del fango della nostra mente, se così dev’essere, ma prendiamo al volo il primo pensiero libero che si fa spazio dentro di noi. Quello della grande elevazione, cosmica o non cosmica, quello del pensiero shunyata.

Il primo pensiero, sì.
È tutto ciò che serve per una poesia onesta e sincera.

ABOUT / Allen Ginsberg
Creative Commons. Author: Michiel Hendryckx.

Irwin Allen Ginsberg (Newark, 3 giugno 1926 – New York, 5 aprile 1997) è stato un poeta statunitense. Visse intensamente tutti i suoi 71 anni di esistenza, abbracciando la filosofia beat e combattendo il conformismo della società moderna. Conobbe l’uso di droghe e allucinogeni che gli facevano nutrire la speranza di sentire la voce del poeta William Blake. Conobbe la reclusione in manicomio, l’omosessualità, il buddismo e il successo letterario con il suo Howl, il testo che più di qualunque altro riesce a esprimere il suo talento e la sua creatività. Nel 1997, a New York, si congedò dal mondo, sconfitto dall’epatite e dal cancro. A pochi anni dalla morte, il ministro francese della cultura gli assegnò la medaglia di Chevalier des Arts et des Lettres.

SOULSPECIAL