Amedeo Modigliani
L'artista maudit che spogliava l'anima
READ SOULTALE / Una ventata a Livorno

Com'è fatta l'anima, alla gente, non c'è mica verso di dirglielo. 

Si fa prima a fargliela vedere su una tela. Su una pietra viene anche meglio. I primitivi la vedevano bene, l'anima della gente. Altro che i cubi, l'arte africana o cambogiana ci arrivava subito, all'essenza. E la gente se n'accorge quando gli guardi l'anima. Le donne, poi, prima di tutti. Certo che nella vita ti piglia l'angoscia, ti ammali, sei senza soldi e le cose importanti sfuggono. Allora mi ci volevano l'oppio o l'hashish. Ma bastava anche andare a bere con l'Utrillo, il paesaggista. Litrillo, lo chiamavo io. A volte con le modelle cominciavo il ritratto e, dopo un po', ci si ritrovava tutti ignudi a ballare nel cortile. Quando l'anima viene fuori, succede. 

Però, gente che mi desse soldi, in cambio di ritratti e sculture, solo a Montmartre la potevo trovare. Lì c'erano begli intellettuali che ragionavano tanto: Picasso, Hemingway e Lenin che ci veniva a leggere il giornale. Una volta gli detti anche fuoco al giornale di Lenin. Perché in realtà era a loro che gli andava spiegato più a modo, cos'era l'anima. Si vede che non c'erano punto abituati, sicché i miei quadri gli facevano effetto.

Però quella vita lì non la reggevo mica. Via via bisognava che tornassi a casa mia a Livorno. Lì di sicuro non è gente che dà retta alle avanguardie letterarie e ai discorsi del Picasso. È un mondo essenziale, dove si piglia il pesce al mercato coi figlioli, si fa all'amore sul mare, si vive a modo e senza la furia che hanno a Parigi. E io lì non ero nessuno e non potevo fare l'artista. Però ci arrivavo ammalato e, dopo una settimana, ristavo benone e rivedevo le cose rosse, gialle, mica sbiadite come a Parigi.

Non si può mica vivere senza queste sensazioni di vita e di purezza. Ognuno ha la sua maniera di ricercarle: la mia era con l'assenzio e il vino. Le trovavo brindando così: a Livorno!

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Amedeo Clemente Modigliani (Livorno, 12 luglio 1884 – Parigi, 24 gennaio 1920) è stato un pittore e scultore italiano. Con la salute segnata dalla tisi, ha vissuto nella Parigi di Cezanne, Apollinaire e Picasso. Una vita dissipata che l'ha portato a essere soprannominato Modì. I suoi frequenti sfoghi nei locali di Montmartre erano chiamati ventate. Ha trascorso gli ultimi anni della sua vita con la pittrice Jeanne Hébuterne, che la notte successiva alla morte, a 35 anni, di Modigliani, si è gettata dal quinto piano del suo palazzo, mentre era al nono mese di gravidanza.

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