Amy Winehouse
La leonessa del soul
READ SOULTALE / Un'anima in tempesta

Keith Richards mi aveva avvertita. Non lasciare che l’alcol ti porti via, piccola.
Ehi, Keith, guardami adesso. Fanculo! Sarai felice di vedere come mi sono ridotta. Rinchiusa in casa ad assistere al lento declino della mia esistenza, mentre la mia vita mi scivola tra le dita, come l'ennesima fiaschetta di vodka che mi sono appena scolata. Sono proprio un’ubriacona. Un’ubriacona con una voce fottutamente divina. Mi riguardo, nei miei video, e rivedo una forza della natura, una Amy che adesso, dall’altro lato dello schermo, sta annegando in un fiume d’alcool con una mano tesa in cerca d’aiuto.
Cazzo, Amy, smettila di autocommiserarti. Adesso tu ti alzi, vai di là da Andrew e gli dici chiaro e tondo che vuoi davvero farla finita e disintossicarti. Se solo fosse così facile, ammettere le proprie debolezze. Ma sì, è solo una fase, un brutto periodo che passerà, come tutti gli altri. Ce la farò da sola. Sì, cavolo. Ho 27 anni e non ho alcuna intenzione di morire. Signora con la falce, ripassa tra una cinquantina d’anni e va’ da qualche altra parte!
Giuro, questo è l’ultimo sorso. Forse.
Mi capita spesso di riflettere sulla mia vita e se alcune scelte mi sembrano deprecabili, altre mi rendono fiera di me stessa. In tutta la mia carriera ho lottato per distinguermi, per essere fuori dal comune e traghettare la black music a uno stadio successivo. Adesso, grazie a me, il soul, il jazz e l’R&B sono anche cose da bianchi. Sono felice del mio lavoro, so di non aver mai cantato per riempire le loro tasche. Ho cantato solo e soltanto per me stessa.
Altro che alcool e pasticchette. La droga da cui sono realmente dipendente è la musica. Quale altra voce, se non la mia, è in grado di sgorgare dalle corde vocali come un liquido più puro della vodka per riversarsi in un'infinita bottiglia in cui ansie e insicurezze si sciolgono come compresse di ecstasy? Poi, però, mi guardo allo specchio, scruto i miei occhi cupi e malinconici e penso. Quelle come me, non avranno mai pace. Quelle come me, sono destinate ad avere l’anima perpetuamente in tempesta. Ma io, in questa tempesta, non riesco a navigarci. Anzi, ci sto naufragando in quegli occhi spenti e cerchiati di rosso. Il mio corpo è una spugna che assorbe le brutture del mondo e le sputa con veemenza su uno spartito. Finora la musica è stata il dono che la vita mi ha offerto per trasformare i miei fallimenti in vittorie. Ma forse la mia anima, così tribolata e angustiata, non è fatta per sopravvivere a questo mondo. Forse non merito questo dono, o magari non sono abbastanza forte per farmi carico di un simile fardello.
Bevo un altro sorso.
Cazzo, sono già alla quarta bottiglia di vodka e Back to black ha appena finito di suonare su YouTube. Sento la pressione scendere e il battito del cuore decelerare. Le palpebre sono pesantissime. Che idiota sono stata. Se potessi tornare indietro, vorrei andare a Belgrado e regalare ai miei fan un'ultima performance magica, indimenticabile. Sorriderei e direi loro: Ascoltate la mia musica, cantate insieme a me e vi prometto che per cinque minuti vi farò dimenticare tutti i vostri fottuti problemi. E invece no. L’ultima immagine che ho lasciato al mondo è quella di un’ubriacona, imbottita di pasticche e incapace di azzeccare una nota. Per fortuna lascio in eredità le mie canzoni. In loro la mia anima vivrà in eterno, e chiunque, in ogni momento della vita, potrà rifugiarvisi per trovare il conforto e il coraggio di reagire. Lo stesso che io, nella mia breve vita, non ho mai avuto.

 

ABOUT / Amy Winehouse

Amy Jade Winehouse (Enfield, 14 settembre 1983 – Londra, 23 Luglio 2011) è stata una cantautrice britannica. Attiva sulla scena musicale dal 2002, Amy è diventata la precorritrice della nuova generazione del soul bianco. Nel corso della sua vita ha avuto numerosi problemi di dipendenza da alcool e droga e disordini alimentari. Dopo due album studio e sei Grammy Awards vinti, si è spenta a 27 anni nella sua casa londinese, a seguito di una combinazione letale di alcool e farmaci. Insieme a Kurt Cobain, Janis Joplin, Jim Morrison e Heath Ledger fa parte del tragico Club dei 27, di cui fanno parte grandi artisti della scena musicale e cinematografica internazionale morti prima dei 30 anni.

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