Andrea Gallo
Il sacerdote fuori dagli schemi
READ SOULTALE / Osare la speranza

Lo vedete come sta male questo mondo? Io, il suo dolore, lo ascolto ogni giorno. Soffre perché è drogato e la droga fa male. Non sto parlando di cocaina ed eroina, anche se di denti marci e neuroni bruciati in vita mia ne ho visti a bizzeffe. Ma proprio stando in mezzo ai disperati ho imparato che ci sono droghe ben peggiori, quelle che obnubilano la capacità di amare: il potere, l'individualismo, l'egoismo. Ecco, il mondo è drogato di ego.

Per questa dipendenza non abbiamo centri di recupero o antidoti risolutivi, ma possiamo creare un ponte verso il futuro, verso un tempo possibile nel quale la scienza e l'arte saranno progredite e ci avranno aiutato a sconfiggere moralismo e pregiudizio. Il nome di questo ponte è comunità. Uomini, donne, gay, etero, sani, malati, credenti e atei: siamo tutti espressione dell'energia. Costruiamo una società aperta, dove veniamo accolti e amati per quello che siamo, in cui ognuno è libero di vivere le proprie esperienze nel rispetto di quelle altrui: una terra a immagine e somiglianza dell'uomo. Per il momento questo basterebbe, sarebbe già una rivoluzione.

Non è facile, lo so. Ma io ve lo devo chiedere, perché nella vita non bisogna dire quello che conviene ma quello che si ha nel cuore: osate la speranza. Agitatevi, stimolate gli indifferenti, cercate ogni giorno di scoprire i vostri talenti. Abbiamo bisogno della vostra forza e della vostra intelligenza. Il cammino è lungo ma - vi prego - abbiate fiducia in voi stessi. Procedete danzando, cantando e sorridendo alla vita, senza fermarvi mai. Sono sicuro che ce la farete.

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Creative Commons. Author: Filippo Caranti.

Don Andrea Gallo (Genova, 18 luglio 1928 – 22 maggio 2013) è stato un sacerdote e partigiano italiano. Di fede cattolica e ideali comunisti, anarco-cristiani e pacifisti, è un prete che ha vissuto le strade di Genova come terra di missione e proprio nella sua città ha fondato la comunità di San Benedetto al Porto, dove ha vissuto fino alla sua morte. È stato un caro amico di Fabrizio De Andrè.

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