Anna Frank
L'ebrea simbolo della Shoah
READ SOULTALE / Chiudi gli occhi, conta fino a tre ed esprimi un desiderio

Questa notte ho fatto un sogno bellissimo. Ho sognato che correvo in mezzo a un grande prato verde. Faceva caldo, era estate e indossavo un vestito a fiori gialli e blu. Correvo e cantavo quella filastrocca che mi ha insegnato la mamma.
Poi ho sentito una voce che mi chiamava: Anna. Mi sono girata subito e, dietro di me, ho visto una casa enorme, tutta colorata, con i muri verdi, il tetto rosso, le porte e le finestre bianchissime. C’era un profumo di pane appena sfornato.
Ho aperto la porta e ho visto una stanza grandissima con i mobili di legno, mobili più bassi di quelli normali. All’improvviso ho sentito di nuovo quella voce che mi chiamava: Anna.
Mi sono voltata e c’era Peter. Era buffo, con un mantello nero e una spada. Sembrava un vero cavaliere. Mentre gli sorridevo, mi ha preso la mano e mi ha detto: Tieni, ho un regalo per te. Mi ha dato una scatola rosa, piccola ma pesante. Io lo guardavo e guardavo la scatola. Ero agitata, curiosa, felice. Non vedevo l’ora di aprirla e di vedere cosa c’era dentro, perché Peter non mi ha mai fatto regali. Ho staccato il fiocco che c’era sopra e ho cominciato a sollevare il coperchio. Si è sprigionata una luce fortissima e non riuscivo a vedere cosa c’era dentro.
Peter si è avvicinato e mi ha detto: Qui puoi vedere quello che vuoi, puoi chiedere qualsiasi cosa e verrà esaudita.
Allora, mi sono avvicinata a lui, timida, e gli ho detto: Vorrei rimanere qui, con te, per sempre. E lui, con gli occhi che gli brillavano, mi ha sussurrato: Anch'io.

Poi mi sono svegliata, Kitty. Non eravamo nella casa con i mobili di legno, non era estate, non c’era nessun profumo di pane appena sfornato e nessuna scatola dei desideri. Attorno a me nessuna magia, nessun sorriso, nessun regalo. Non era cambiato nulla e, come sempre, non potevamo uscire. Eppure, Kitty, mi sono svegliata con un sorriso diverso e il mio cuore batteva così forte che sembrava esplodere.

ABOUT / Anna Frank

Annelies Marie Frank, (Francoforte sul Meno, 12 giugno 1929 – Bergen-Belsen, 31 marzo 1945), detta Anne, nome italianizzato in Anna Frank, è stata una ragazza ebrea tedesca. È divenuta un simbolo della Shoah per il suo diario scritto nel periodo in cui la famiglia si nascondeva dai nazisti e per la sua tragica morte nel campo di concentramento di Bergen-Belsen. Visse parte della sua vita ad Amsterdam, nei Paesi Bassi, dove la famiglia si era rifugiata dopo l'ascesa al potere del nazismo in Germania. Fu privata della cittadinanza tedesca nel 1935.

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