Antonin Artaud
Il regista del Teatro della crudeltà
READ SOULTALE / La crudeltà delle parole

Cos'è la parola? Consenso, alterigia, supponenza. Quando etichetti qualcosa chiamandola con un nome, già ne perdi metà del significato. Le parole ordine e disciplina sono definizioni assurde, inesatte, incomplete. Osserva ad esempio il caos. Puoi descrivere il caos? Per me è come una donna gravida, fecondata dallo spirito, che partorisce due gemelli, profeti e messaggeri di mille mondi in antitesi. Il caos è coerenza, pura istintualità organizzata. In esso gesto e pensiero si fondono, diventando lo yin e lo yang della creazione. Come il simbolo del Tao, si abbracciano per sintetizzare insieme la potenza e la crudeltà della vita. Così gli opposti convivono poiché la madre terra reclama il suo tributo, donandoti in cambio il diritto all'esistenza.

E tu spettatore, che vuoi solo godere, cerchi da me facili brandelli di felicità? Tu che dalle tue comode poltrone mi osservi agonizzare nel baratro della mia mente, devastata da terribili elettroshock, tu CREDI di poter sperimentare la vita nei teatri e nelle piazze? Sbagli, sbagli di grosso. La vita non la troverai là dove la cerchi distrattamente. La vita è un sogno, è un incubo crudele da cui emergiamo per guadagnarci ogni giorno una boccata d'aria, se non fresca, perlomeno respirabile. Viviamo per quell'aria, per quell'unico momento d'aria che è l'estasi. Che è Dio. Così non ti adagiare nei tuoi ozi. Che quella sedia bruci fin nella carne. Che anche tu possa provare l'ebrezza e il dolore che fecero urlare il primo uomo al cielo. Che tu possa sentirti finalmente VIVO.

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Photo: Man Ray.

Antonin Artaud (Marsiglia, 4 settembre 1896 – Ivry-sur-Seine, 4 marzo 1948) è stato un commediografo, attore teatrale, scrittore e regista teatrale francese. Ha vissuto il dramma di un'esistenza segnata da una salute cagionevole, patendo inoltre molti anni d'internamento in manicomio. Ha teorizzato il Teatro della crudeltà che si pone come scopo quello di coinvolgere lo spettatore nell'atto di percepire la vita e, tramite la fisicità dell'attore, immergere il pubblico nel processo drammatico dell'esperienza creativa.

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