Artemisia Gentileschi
La pittrice incompresa
READ SOULTALE / Affermazione dell'essere

Un tocco dopo l’altro, verde, blu, rosso e ora un po’ di nero per creare l’ombra. L’ombra di quel mostro che mi opprime, che vuole farmi sua, giorno dopo giorno, solo perché sono una donna. Ma la mia tela non verrà mai sopraffatta, rappresenta la mia determinazione e il mio spirito. Anzi, sarà proprio lei a simboleggiare la sopraffazione alla violenza, il desiderio di sprigionare tutta la mia forza e di urlare al mondo Io ci sono!

Certo, perché pennelli, colori, idee, fantasia e creatività sono gli ingredienti più importanti del mio vivere. Da mio padre ho appreso il rigore del disegno, su cui ho ricamato la mia essenza d’artista, quella peculiarità che, sono sicura, oggi mi differenzia da chiunque altro e lo farà anche in futuro.  

Credo che la personalità di ognuno sia inviolabile e sacra, tanto più quella di un artista che vive attraverso le sue creazioni, che percepisce maggiormente gli stati d’animo, li condivide e li esterna al mondo attraverso la propria arte, sia pittorica, teatrale o letteraria. Ognuno ha strumenti strettamente personali per creare le storie. Il compositore usa le note, gli strumenti musicali, la voce. Lo scrittore le parole, la penna, la carta. Io faccio uso dei colori, della tela e dei pennelli che mi fanno sentire libera, mi permettono ogni sfumatura, anche la più complessa e articolata, quella che riesce a delineare la felicità, la paura, la gioia e, soprattutto, la rabbia. Perché ora sento la necessità di esternare quest'ultimo sentimento crudo e freddo, ma lucido e ben presente nel mio cuore. Domani chi vedrà quest’opera la interpreterà a seconda del proprio vissuto, magari non pensando a ciò che ha mosso il mio cuore nella sua creazione, ma questo non importa, sono certa di quello che rappresenta per me e sono sicura che mi aiuterà a liberare parte del mio dolore e a esprimere molti dei miei desideri.

Per questo motivo continuerò a dipingere. Fino alla morte.

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Artemisia Gentileschi (Roma, 8 luglio 1593 – Napoli 1653), è stata una pittrice italiana di scuola caravaggesca. Di estrema bravura, fu una delle migliori protagoniste femminili della storia dell'arte di tutti i tempi, ma purtroppo l’ambiente maschile che l’attorniava non le concesse il successo che meritava. Oppressa prima dal padre Orazio, anche lui un ottimo pittore, poi dall’invidia degli altri uomini presenti nella bottega di famiglia, non riuscì a ottenere una fama degna del suo operato, nonostante sia ricordata come una donna impegnata a ricercare la propria indipendenza e affermazione artistica. Artemisia fu violentata da un pittore che frequentava l’abitazione paterna e, in seguito, diede voce a questa violenza in molti dei suoi quadri. Donna energica, dotata di un carattere forte e determinato, esprimeva soprattutto attraverso l’arte i suoi intendimenti e voleri.

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