Axel Axgil
Il precursore dei diritti LGBT
READ SOULTALE / Il silenzio è la nostra prigione

Lei mi dice di spiegarle come mi sento a essere considerato il primo gay che si è unito in matrimonio? Allora mi lasci spiegare quanto per me sia stata la cosa più normale del mondo, perché per me amare è la cosa più naturale del mondo. Capisce cosa intendo? Il punto è che la parola normale, su tutti i dizionari che lei ha letto, non riporta mai tutte le accezioni corrette. Ci sono persone che si arrogano il diritto di dare forme alla felicità o di imporre schemi nei quali collocare i nostri sentimenti per poter arrivare agli obiettivi. Io dico che di oggettivo e obiettivo vi è solo la sofferenza, il male, la violenza, la mancanza di rispetto, l’arroganza, la persecuzione e la lesione della libertà altrui. Tutto il resto è frutto di una realtà ottusa, bigotta, che nell’essere uguali trova serenità, forza. Ma che nel fare questo annienta i falsi ideali che adora recitare. La diversità è la più grande forma di libertà e intelligenza.

Ho 96 anni e posso considerarmi un uomo libero oggi, ma quante battaglie ho dovuto affrontare per arrivare a dire questa frase. Ho accettato per anni il mondo che mi hanno consegnato da piccolo, impacchettato con libri, film, musica e preghiere. Ho abbracciato il silenzio e ho accettato di farmi rinchiudere in una prigione di solitudine e menzogna dove passavo i giorni a leggere una favola inesistente in cui un ragazzo doveva sposare una ragazza, se voleva arrivare all’ultimo capitolo del E vissero tutti felici e contenti.

Poi finalmente un mattino del 1940 mi sono chiesto che colore aveva il cielo fuori dalla mia cella di ipocrisia.

Allora sono uscito e ho deciso di parlare. Ecco perché forse usano la parola OUTING. È come uscire, essere liberi di camminare all’aria aperta e vedere il cielo blu che tante volte abbiamo immaginato e parlare del proprio amore, anche se è verso un uomo. È come rinascere. Ma liberi stavolta. La mia libertà mi ha portato poi a sposarmi, e non al buio, ma sotto lo stesso cielo dove gli eterosessuali dichiarano il loro amore benedetto da Dio, perché anche il nostro amore, nella sua sincera profondità, è sacro santo. Ha la stessa A maiuscola di ogni altro amore su questa terra e nasconderlo sarebbe un reato imperdonabile.

Questo voglio dirvi allora signori! Che in questo mondo ci sono pure io. Io e il mio amore omosessuale e che, come mille altre creature, null’altro desidero se non avere il diritto di amare senza vergogna. A mani strette lotteremo. A mani strette alla luce del sole, per un unico Noi comune chiamato umanità. Nella speranza che un giorno l’amore tra due uomini non faccia più rumore di quello tra un uomo e una donna. E che i vocabolari riconoscano finalmente anche la nostra A maiuscola.

ABOUT / Axel Axgil

Axel Axgil, nato Aksel Johannes Lundhal Madsen (3 aprile 1915 – 29 ottobre 2011) è stato uno storico attivista gay danese. Insieme al compagno Eigil è stata la prima coppia a contrarre unione civile in Danimarca nel 1989 con un istituto giuridico simile al matrimonio. In vita aveva adottato il cognome Axgil, unendo insieme il proprio nome con quello del suo compagno – Eigil Eskildsen (deceduto nel 1995) – come forma di protesta per non potersi sposare e come simbolo di mutuo impegno. È stato per molti un esempio di attivismo. Ispirato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, fondò Forbundet af 1948, prima organizzazione LGBT della storia della Danimarca, ancora attiva con il nome di LGBT Danmark. La sua lotta per i diritti omosessuali lo portarono ad affrontare vere e proprie ingiustizie come il licenziamento, l’abbandono della pensione in cui viveva e l’arresto con il compagno per pornografia.

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