Benazir Bhutto
La donna che ha rivoluzionato il Pakistan
READ SOULTALE / Una rosa nel deserto

L'esilio non è una condizione di prigionia, né di viltà. Da morta, al mio paese, non servo a nulla. Da viva, altrove, con la mente lucida, posso forse continuare a condurre una linea politica democratica per tornare finalmente in Pakistan e guidare il mio Paese verso le elezioni, verso la libertà di pensiero, verso la piena accettazione dei valori umani e dei diritti civili.

È senza dubbio difficile farsi carico del fardello che ha lasciato in eredità la mia famiglia, ma la passione politica, l'istruzione, l'essere una donna determinata che si scaglia con feroce convinzione contro l'estremismo islamico, riconfermano il mio impegno in questa insensata lotta intestina. È la speranza a tenermi viva. La speranza in un qualsivoglia cambiamento in positivo.
Mi hanno accusata di corruzione, hanno infangato la mia immagine con calunnie e falsità, hanno distrutto la mia famiglia e la mia vita è tutt'ora in pericolo. Ma continuo a resistere come una rosa del deserto, sferzata da una tremenda tempesta di sabbia. Le mie radici sono la fede e i pensieri che nutrono le fondamenta del mio essere.

Non so per quanto ancora rimarrò in vita, ma il tempo che mi resta, lo giuro, lo impiegherò tendendo le mie energie verso il più grande degli sforzi: fornire un'alternativa alla dittatura, una speranza alla resa e una svolta decisiva a una stasi che attende solo di essere spezzata.

ABOUT / Benazir Bhutto

Benazir Bhutto (Karachi, Pakistan 21 giugno 1953 – Rawalpindi, 27 dicembre 2007) è stata una politica pakistana. Ha ricoperto per due volte la carica di Primo Ministro nel suo paese: dal 1988 al 1990 e dal 1993 al 1996. Erede di una famiglia con un passato nel movimento indipendentista pakistano, dopo gli studi a Harvard e Oxford, a soli 35 anni è diventata la prima donna nel mondo musulmano a dirigere un governo a capo del Partito Popolare Pakistano. Lottò con audacia contro l'estremismo religioso, diventando un'icona della democrazia. Andò incontro alla reclusione, trascorse otto anni di esilio volontario nel Regno Unito e al suo ritorno in Pakistan, il 18 ottobre 2007, divenne il bersaglio di un agguato terroristico da cui però rimase illesa. Due mesi dopo, il 27 dicembre 2007, restò vittima di un feroce attentato avvenuto al termine di un suo comizio a Rawalpindi, a 30 chilometri da Islamabad.

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