Beppino Englaro
Il padre che ha lottato per la dignità della figlia
READ SOULTALE / Non a me

Di quel dolore che avrebbe dovuto distruggere il mio cuore e la mia ragione, ho fatto la mia forza. Ho iniziato il mio cammino armato di quel nero pece che veste le tue ossa e fiacca il senso del tuo essere padre, perché questo accade quando tua figlia smette di esistere. A volte è stata commozione immensa, spesso è stata battaglia atroce. Le fila dell’ipocrisia sono ingrassate da tanti volti senza espressione, cuori senza sostanza, anime scarne senza il rosso vivo dei graffi dell’esperienza. La mia forma d’amore è sconosciuta a molti. Ma, se guardo negli occhi di chi ha amato con forza le proprie creature, trovo risposta e assenso, tacito o gridato che sia. E, seppur da solo in questo cammino così straziante, sono arrivato là dove mia figlia mi indicò di andare quando il suo volto era ancora presente a se stesso. Quando quella che lei viveva era la vita in cui tutti siamo fratelli. Ho amato la mia Eluana più di quanto possano raccontare le mille interviste che hanno documentato il mio percorso, spesso ostacolato con una perseveranza miserabile e fortissima.

Ora la mano di mia moglie Saturna stringe la mia, mentre l’altra si tende con forza verso la nostra bambina. Con passo lento e deciso supero i diciassette anni che hanno separato la mia Eluana dalla sua fame di libertà, spezzo le sbarre di quella gabbia snaturata e crudele. Poi, la lascio andare. Rispondo alla sua chiamata, a quel non a me pronunciato vent’anni fa, quando con i suoi occhi luminosi e presenti vide la morte prendere un amico e trascinarlo fino alla linea di confine con la vita, là dove lo abbandonò perché scivolasse lentamente nel nulla. Penso a mia figlia e alla fine di questo percorso, condotto senza fermarmi mai. E finalmente piango. Piango mille lacrime di sollievo, di amarezza, di dolore sanato e pronto a trasformarsi in risposta.

La risposta a tutto quello che c’è stato, il nuovo sole, sorto all’alba della fine di questa guerra, la più lunga di tutta la mia vita.

ABOUT / Beppino Englaro

Beppino Englaro (Paluzza 1941) è stato il padre di Eluana Englaro, vittima di un incidente stradale che l'ha costretta a 17 anni di stato vegetativo. Instancabile nella sua battaglia per tutelare la dignità della figlia, non ha smesso di lottare nemmeno quando la moglie Saturna si ammalò di cancro. Una vita difficile per un uomo dotato di incredibile determinazione, spinto dalla forza del suo essere padre e guidato da una dignitosa forma di amore, estremamente rara. Ha dichiarato di amare molto sciare e che, dai mille e mille chilometri che ha macinato girando l’Italia per le sue battaglie, è riuscito a ricavare dei momenti di profonda riflessione, chiuso nella sua macchina con il freddo nel cuore e il fuoco nell’anima. Dopo interminabili processi giudiziari, Beppino Englaro ottenne, nel 2009, l'interruzione dell'alimentazione artificiale che teneva in vita il corpo della figlia.

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