Bruno Bozzetto
Il poeta a cartoni animati
READ SOULTALE / Cercare la sintesi

Per parlare di una cosa, bisogna conoscerla bene. Per riderne, bisogna metterla a nudo. Per disegnarla, ci vuole sintesi.

In effetti, la prima cosa da fare è spogliare la realtà dei suoi abiti da festa, lasciarla in mutande, intirizzita. Bisogna guardarla da vicino. Rigirarla da ogni lato, annusarle i calzini, contarle le rughe intorno agli occhi e tastarle i rotolini intorno alla vita. Poi, cambiare prospettiva: osservarla dall’alto, da distante, da dentro.

A quel punto si comincia a sfrondare per far affiorare la struttura portante, la dimensione universale di quello che vediamo, per cercare la pepita di verità nascosta sotto la superficie. Con il setaccio dell’umorismo, con il setaccio dell’umanità.

È solo questo che resta nel segno della matita: la pepita. Linee pulite e pochi tratti che traducono concetti. Sintesi. Non servono molti dettagli, né molte parole. Ma il ritmo sì, è fondamentale.

Non è facile da trovare, il segno di matita, il proprio segno. Bisogna sperimentare, smontare e rimontare, senza porsi limiti, senza paura. Mai accontentarsi. Mai copiare. I Grandi prendiamoli pure come modello, ma di intensità e di passione. Null’altro. Quando trovi il tuo segno, trovi la tua strada.

Io, la mia strada, l’ho trovata da giovane. Era lì da sempre, chiara e lampante: le vignette, i film d’animazione, l’umorismo. Mio padre, pur non capendo fino in fondo, mi ha sempre dato una mano. È stato lui a costruire per me la mia prima telecamera verticale, con la Super 8, lo scotch e l’asse da stiro di mia madre. Era il '58, avevo diciannove anni, mi ero già iscritto a Legge e sono finito a Cannes.

Io sono stato fortunato, ma non per molti è così. Tanti lo dovranno cercare, il loro segno, il talento che li rende unici. Tanti dovranno coltivarlo nonostante i genitori. Per tanti sarà più difficile. Ma mai impossibile.

ABOUT / Bruno Bozzetto

Bruno Bozzetto (Milano, 3 marzo 1938) è un animatore, fumettista, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano. Le sue opere raccontano la realtà quotidiana e la società di massa, smascherandone i condizionamenti, le nevrosi, le assurdità e il vuoto di pensiero critico. Un pungolo per le nostre coscienze sonnolente. La sua narrazione gioca sull’umorismo, sulla sintesi spesso senza parole, con un pizzico di cinismo mitigato dalla poesia. Tra i personaggi più popolari, il Signor Rossi, l’uomo medio alle prese con una realtà sempre meno a misura d’uomo.

 

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