Caetano Veloso
Il rivoluzionario tropicalista
READ SOULTALE / Alegria, Alegria

Tra il bianco e il nero scelgo una camicia a fiori dai colori sgargianti, che ispiri arte e trasudi libertà. Poi imbraccio la chitarra e mi metto a suonare una vecchia melodia baiana, con un riff dal sapore beatlesiano.
Chiudo gli occhi e ricordo.

Ricordo il Brasile nel fermento di fine anni ’60 e io che mi aggiro come un animale inquieto e variopinto sul palcoscenico, divoro con fame cannibale passato e presente, e li mastico irriverente immaginando il futuro.
Il movimento culturale tropicalista, di cui sono parte, attira a sé i contrasti culturali e li vuole unire in una grande sintesi: Carmen Miranda con la frutta in testa e il rock‘n’roll, la bossa nova e la psichedelia. Sul palco trovano posto, per la prima volta, chitarre elettriche e berimbau, innovazione e storia, popolo e borghesia, distorsione e melodia, controcultura e mito popolare, testi impegnati e carnevale, critiche sociali e grandi risate, canzoni tristi e titoli allegri.
Non piaccio ai tradizionalisti perché puzzo di disordine.
Non piaccio nemmeno agli studenti di sinistra perché non sono abbastanza anti-imperialista, troppi influssi rock made in U.S.A. e Coca Cola nelle canzoni.
Né bianco, né nero, né rosso, ma a modo mio.

Eppure la mia musica fa presa sulla gente e la fa pensare. Sarà per questo che sono considerato scomodo. Mi vogliono schiacciare, ma la passione mi fa resistere. Passa la dittatura, passano le mode, passa la rivoluzione, passa il movimento, ma la musica, quella rimane, al di là delle proteste e delle polemiche.
Ed eccomi qua: apro gli occhi e riprendo a cantare.

ABOUT / Caetano Veloso

Caetano Emanuel Viana Telles Veloso (Santo Amaro, 7 agosto 1942) è un cantautore e chitarrista brasiliano. Assieme a Gilberto Gil e a molti altri artisti della scena musicale e culturale brasiliana degli anni ’60, diede vita al movimento tropicalista che portò grande innovazione e apertura nella musica e nelle arti. Considerato scomodo, le sue canzoni furono censurate dal regime dittatoriale e lui fu esiliato a Londra per due anni. Una volta ritornato in patria, seppe coniugare la musica impegnata con canzoni più leggere in una produzione immensa e sempre fervida, raggiungendo l’attuale fama internazionale.

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