Carla Capponi
La partigiana con l'impermeabile sul braccio
READ SOULTALE / Senza nuvole

Il cielo è sereno qui su Roma. Stringo l’impermeabile tra le braccia. Lo indosserò per dare il segnale e iniziare l’attacco. Devo scacciare la paura. Devo spiegarmi ancora una volta perché noi 11 ragazzi siamo qui, pronti a far saltare in aria 150 ragazzi in divisa. Penso di nuovo ai bombardamenti di san Lorenzo, a questa guerra ingiusta e terribile, alle voci dei bambini del brefotrofio imprigionati dal crollo, ai nostri compagni fucilati, torturati in Via Tasso, a tutti i deportati, gli ebrei nei lager, i paesi sconvolti dalla devastazione.

Aspetto. Tra poco li sentirò arrivare, scenderanno dalla strada. Stringo l’impermeabile tra le braccia. Il cielo è sereno, così sereno. Non riesco a odiarli. Voglio che muoiano, ma non per uccidere loro. Io voglio uccidere la sofferenza, l’ingiustizia, il terrore. Voglio che i nostri figli, quando nasceranno, possano di nuovo vivere la loro vita, una vita che abbia un senso e cresca giorno dopo giorno, nella libertà di un domani dove le regole saranno giuste e uguali per tutti. In questo momento noi siamo fuori da ogni legge e da ogni diritto, anche quello della pietà. 

Eccoli, stanno arrivando. Devo dare il segnale. Prendo l’impermeabile, lo indosso. Il cielo è sereno, sereno così. Senza nuvole.

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Copyright di Marcellino Rodagna.

Carla Capponi (Roma, 7 dicembre 1918 – Zagarolo, 24 novembre 2000) è stata una partigiana e politica italiana. Dopo l’8 settembre 1943 entrò nella Resistenza e si distinse in numerose azioni contro fascisti e nazisti. Fece parte del gruppo di partigiani che il 23 marzo 1944 compiì l’attentato di via Rasella contro un contingente militare tedesco, azione che portò alla strage delle Fosse Ardeatine. Dopo la Liberazione diventò parlamentare Pci.

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