Carlo Michelstaedter
Il filosofo del vivere autentico
READ SOULTALE / E sotto avverso ciel, luce più chiara

Un piccolo quadro a olio: un raggio di sole che si fa strada attraverso un cielo coperto di nubi.
L’ho finito ieri notte, pensando a mia madre.
Ma oggi è accaduta una cosa rara: abbiamo litigato. L’unica persona al mondo con la quale mi sarebbe riuscito più difficile far questione è mia sorella Paula. Le tante lettere che ci scambiammo, dal suicidio di nostro fratello al mio continuo ritrarre, fra tratto espressionistico e schizzo caricaturale, raccontano chiaramente il percorso che fece di me un persuaso, lontano dai mortiferi artifici della rettorica. La mia non è parola nuova sull’autenticità dell’essere persuaso. Già ne parlarono altri grandi nomi della filosofia, miei maestri. Eppure, nel corso della vita, la declinai ancora in tutti i modi possibili, con i dipinti, con le opere teatrali e, soprattutto, con la mia tesi di laurea.

Sui candidi fogli di quello scritto, caddi ucciso dalla rivoltella che mi puntai contro. Non furono le notti passate a dormire sul pavimento della mia stanza o lo scarso mangiare al quale mi condusse il fluire dei miei pensieri. Non fu un’infelicità radicata nel cuore a spingermi a tanto. Queste sono parole che appartengono a chi è caduto vittima dell'istinto che è alla base della philopsichia, ghermitrice impietosa degli uomini. Questa è la radice della loro scarna sopravvivenza, non della sua magnifica realizzazione. Essa fa sì che l'obiettivo di una vita sia lo sfuggire al rischio e al dolore, amando un vivere che è casuale, disarticolato e preda di una ricerca cieca nella paura perenne della morte.

La persuasione invece porta al superamento delle illusioni, alla constatazione che, né dagli uomini né dalle cose, ci si deve aspettare o temere nulla. Chi raggiunge il possesso di se stesso possiede la libertà assoluta: libertà dai bisogni quotidiani, dai desideri e dai timori.
Il dolore allora non è subìto, ma accettato con coraggio.
La morte non è temuta né desiderata, ma è disarmata, come disarmata è la vita, davanti a chi non chiede la vita e non teme la morte, a chi dà tutto e non chiede niente, a chi non si accontenta, non si adatta, non si adegua, a chi sceglie con coraggio la strada difficile della filosofia, della solitudine, del possesso di sé mai definitivo ma da conquistarsi ogni giorno, a chi si salva da solo.
Questa certezza chiuse i miei occhi. Sul retro del dipinto, una piccola scritta: E sotto avverso ciel – luce più chiara.

ABOUT / Carlo Michelstaedter

Carlo Raimondo Michelstaedter (Gorizia, 3 giugno 1887 – 17 ottobre 1910), è stato uno scrittore, filosofo e letterato italiano. Fu un grande osservatore dell’umanità e filosofo del deserto, ossia di quella landa dove si muovono gli uomini alla ricerca di bisogni fittizi, resi lucenti dalla rettorica. Raccontò questo cammino privo di splendore in tante maniere: con la sua arte, con i suoi scritti e con le sue azioni. Disegnò, poco più di uno schizzo, un autoritratto dove figurava senza sorriso ma con occhi vivi e profondi. In questa maniera fu presente a se stesso nel difficile percorso del persuaso, dove Il diritto di vivere non si paga con un lavoro finito, ma con un'infinita attività. Togliendosi la vita, nella soffitta di Paternolli, portò a compimento il viaggio iniziato dalle lunghe discussioni fatte con Nino e Rico, protagonisti dei suoi numerosi Dialoghi.

SOULSPECIAL