Carolina Agazzi
La pedagogista che cambiò l'infanzia
READ SOULTALE / Rivoluzione infantile

Rivoluzione. Questa è la parola che mi viene in mente se penso al mio lavoro. A volte capita di avere come un’illuminazione, di vivere quei momenti in cui si accende la lampadina nel cervello. A me e Rosa è successo una mattina in cui faceva caldo. Eravamo al parco, immerse nelle nostre letture. Le parole di Fröbel rimbombavano nelle nostre menti. Possibile che l’educazione infantile dovesse essere per forza un processo passivo? Schiere di bambini costretti alla semplice osservazione delle cose, a imparare stando fermi. Eppure la dinamicità è insita nelle nuove generazioni, il moto è ciò che li anima e non dovrebbe venir placato in alcun modo.

Abbiamo iniziato questo percorso qualche anno fa e non so fino a quando questa vita mi concederà di vederne i frutti, ma sono comunque fiera del lavoro fatto e dell’eco che ciò avrà sulle loro vite. Non è importante ciò che si crea per se stessi, ma ciò che si trasmette agli altri, specialmente se si tratta di bambini.

Non voglio essere autocelebrativa, non dico che non ci possa essere un’ulteriore evoluzione di ciò che oggi è la scuola dell’infanzia, ma di certo sono state gettate le basi per qualcosa di nuovo. Insegnare non è solo trasmettere contenuti, è indicare la via a chi ha già un’idea di dove sta andando. Questi bambini prendono direzioni diverse, c’è chi è abile nel canto, chi nella recitazione, chi nel disegno. Il ruolo dell’educatore è guidarli nella fanciullezza, indicandogli una via che gli si conface.

La verità è, però, che devo ringraziare questi bambini. Loro sono stati il mio faro nella notte, la forza per portare avanti un progetto osteggiato da molti. Il sorriso ha una forza incredibile e sono fortunata a poterli ammirare ogni giorno. Si dice che chi sa fa, chi non sa insegna: forse noi non sappiamo molto, ma di certo abbiamo fatto tanto.
E continueremo a farlo.

ABOUT / Carolina Agazzi

Carolina Agazzi (Volongo, 1870 – 1945) è stata una pedagogista, educatrice e scrittrice italiana. Con la sorella Rosa ha gettato le basi per il concetto di scuola materna attuale, ispirata dalle idee del kindergarten di Fröbel, pedagogista tedesco. A sostegno di tutto c'era l’idea che i bambini non dovessero essere soggetti passivi bensì attivi durante il processo di apprendimento e che imparassero dalla manipolazione delle cose tramite un processo creativo.

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