Cesare Pavese
Lo scrittore che creò una casa di parole
READ SOULTALE / Trovare un ordine alle radici

Voglio far parlare un grido taciuto, un silenzio, voglio che ascoltiate le labbra chiuse.
Voglio raccontare la storia di un’impotenza, che sia la mia personale o che si misuri con la Storia, poco importa.
Voglio parole lucide e disincantate per cantare un ritmo, una cadenza, una memoria, una speranza che è la vita e il nulla che si rincorrono e si abbracciano circolari e vani.
Voglio immagini da far vivere e un coraggio, uno solo, per guardare i tuoi occhi quando saranno lo sguardo della morte.

Vivo un disordine naturale e frammentario che mi rende ramingo e vagabondo.
Mi guardo allo specchio e vedo la vigliaccheria e l’incompiutezza degli uomini tutti.
Non c’e sopravvivenza alla lotta: il falò brucia i corpi, lì sulla collina, e del giovane e del bello non rimane che una traccia scura, un segno bruno sull’erba.

Le mie storie mettono un ordine alle radici, creano un’immagine di senso sulla carta, danno una casa all’orfano che sono, mi regalano occhi che siano aperti per un attimo almeno, prima che il buio cali su tutto, prima che arrivi la morte e, con essa, gli occhi tuoi.

ABOUT / Cesare Pavese
Public domain.

Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo, 9 settembre 1908 – Torino, 27 agosto 1950) è stato uno scrittore, poeta, saggista e traduttore italiano. Nato in Piemonte, sulle Langhe, terre di colline e alberi dalle radici profonde, e cresciuto ramingo tra la campagna e Torino, cercò di uscire dalla solitudine che lo tormentava scrivendo romanzi, saggi, poesie e traducendo romanzi americani. Arrestato e condannato per antifascismo, morì suicida per una delusione amorosa allargatasi a tal punto da diventare un fallimento esistenziale.

SOULSPECIAL