Charles Eames
Il designer che ha sposato bellezza e funzionalità
READ SOULTALE / Vivere per agire

Mio padre è morto presto, forse è stato questo a spingermi a volermela cavare da solo, a voler trovare al più presto la mia strada. Troppo poco il tempo che si ha a disposizione.
Ricordo ancora i tempi dell’Università: ero un bravo atleta, ma mi piacevano soprattutto l’architettura e la lavorazione dell’acciaio che avevo imparato a conoscere lavorando in una ditta specializzata. I docenti, però, erano troppo accademici: quando proposi una tesi su Frank Lloyd Wright, mi allontanarono.

Il mio viaggio di nozze in Europa senza dubbio non fu tempo sprecato, anzi, mi permise di comprendere e ammirare l’architettura europea. L’idea di partire, di vivere nuove esperienze e di conoscere culture differenti mi rimase nel sangue. Così, dopo la crisi americana del '29, andai da solo in Messico. Lasciai la mia famiglia e mi misi a dipingere acquerelli per guadagnarmi da vivere. Furono momenti difficili, ma intensi.

Ciò che però mi diede la carica fu l’incontro con Ray: un’allieva, quando tornai in America a insegnare, e la mia compagna di vita. Insieme trovammo un significato a qualunque esperienza ci capitasse e ogni cosa avviene per una ragione precisa. Il mio mondo fu dirottato così verso il design, come un aquilone guidato dai venti.

Non capisci mai dove stai andando finché non arrivi a destinazione, anche se poi realizzi di aver sempre lavorato e agito in quella direzione, senza aver mai visto il progetto finale. Ho sempre creduto nell’organicità delle mie creazioni, nella leggerezza e nella sperimentazione con nuovi materiali. Il mondo è un essere vivente e noi siamo gli enzimi catalizzatori delle sue funzioni biologiche. Abbiamo uno scopo ben definito, siamo coinvolti in un piano e facciamo di tutto per realizzarlo, anche se spesso non lo sappiamo.
Non ci resta che vivere, per agire.

ABOUT / Charles Eames

Charles Ormond Eames, Jr. (Saint Louis, 17 giugno 1907 – 21 agosto 1978) è stato un architetto, designer e regista statunitense. Si dedicò soprattutto all’industrial design e i materiali prediletti furono il compensato curvato, i tubi d’acciaio e la plastica. Famose la Armchair Daw (1948), in forma organica, simile a un petalo; la Dining Chair Wood, con uno studio sull’ergonometria e con riferimenti ai lavori di Alvar Aalto; La Chaise, presentata al MoMA, originariamente in metallo stampato e poi in plastica. Con la compagna Ray realizzò anche cortometraggi educativi e pellicole, come Power of Ten, costruito con fotogrammi disposti su un lungo supporto e filmati in sequenza.

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