Dan Eldon
Il fotogiornalista avventuriero
READ SOULTALE / La destinazione è il viaggio

La vita, per un avventuriero, non è altro che un quaderno di viaggio. Ti capita tra le mani, bianco e immacolato, ma sei tu che devi decidere a quale scopo possa servirti. Le pagine vuote attendono solo di essere riempite di frammenti pulsanti di vita e io, il mio, ho deciso di riempirlo con le visioni estatiche e appassionate di un ragazzino ancora avido di conoscenza.

C'è chi mi parla di confini. Ho 21 anni, un vocabolario ancora poco ricco rispetto alla media, ma sinceramente, di parole simili, ne faccio volentieri a meno. Non vedo la necessità di utilizzare un termine come confine. Un confine è una linea di demarcazione che segna un limite che innalza uno stupido muro tra le culture, le lingue, i colori e i volti del mondo. Un confine crea la diversità e divide le persone. Voglio dire, se ci rendessimo conto che un confine non è altro che un concetto occidentale astratto, basato sulla paura di un confronto con l'uguaglianza, capiremmo che non c'è alcuna differenza tra il sorriso di un bambino americano e quello di un bambino di Nairobi. Finché ognuno di noi rimarrà chiuso tra le fredde mura delle convenzioni sociali, sarà schiacciato dal peso di vocaboli inconsistenti e privi di significato. Un confine segna un limite, soprattutto mentale. Come fare per oltrepassarlo? Mettendosi in viaggio.

Esplorare l'ignoto e il familiare, ciò che è vicino e ciò che è lontano. Registrare con gli occhi di un bambino i dettagli di ogni bellezza, l'orrore, l'ironia, l'inferno o i frammenti di utopia. Proprio come me. Essere sinceri con se stessi e vivere la propria avventura senza confini, senza timori e senza pregiudizi.

Solo aprendo gli occhi si può diventare un vero cittadino del mondo.

ABOUT / Dan Eldon

Daniel Robert “Dan” Eldon (Hampstead, 18 Settembre 1970 – Mogadiscio, 12 Luglio 1993) è stato un fotogiornalista, artista e attivista inglese. Trascorse la sua infanzia a Nairobi, insieme alla famiglia, dove cominciò a scattare fotografie e, all'età di dieci anni, The Nation ne pubblicò la prima. Spirito artistico e fuori dal comune, Dan trascorse la sua breve esistenza viaggiando attraverso l'Africa, di cui registrava gli orrori della guerra e della fame. Considerava la vita alla stregua di un safari: breve, ma intensa. E la sua fu esattamente così. Morì all'età di 22 anni a Mogadiscio durante un attacco delle truppe somale. Di lui restano una preziosa collezione di illustrazioni, disegni e foto, oltre alle pagine dei diari, fedeli compagni di avventura.

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