Dante Alighieri
Un poeta comico
READ SOULTALE / Il primo e, forse, l'ultimo italiano...

Durante – dura il Verbo fin nel nome – degli Aldighieri: mica gente nova dai sùbiti guadagni, fiorentino di nascita ma non per i costumi! Ho sempre fatto parte per me stesso, fin da piccolo il mondo fu visione – mistica: ma nel senso che sapevo sol'io quel che nessun altro vedeva...

E conobbi colei che mi beò di sé ed elessi ad angelo del Cielo: nel frattempo imparavo a ragionare, dotto in latino e in lingua volgare. Tremava tutto, l'aria e io – con lei: ne scrissi fino al punto che morì – fu allora che la Terra non bastò più, per dire l'affetto che provavo.

Un'età scompariva e ne sorgeva un'altra: cavalcavo tra due epoche, col meglio dell'antica diedi forma gentile e onesta a quella per i posteri. Ma scomparvi per secoli, sepolto sotto il falso ideale di una lingua scritta e retrodatata duecent'anni – finché la vita chiese nuova voce.

Fui condannato a morte e poi bandito dalla città che sempre ebbi nel cuore, dovetti guadagnarmi il mio salato pane alle corti di vari signori. La passione politica infiammava l'altra metà dell'anima, e l'Italia: scrivevo a ogni potente, antivedevo il futuro di un popolo nascente.

E così fusi insieme tutto questo in un poema più grande d'ogni altro: ci misi dentro davvero la vita, la mia e di tutti – intera, attuale ed eterna. E m'inventai la lingua che ancor suona nella penisola che visitai in lungo e in largo, occhi e orecchi attenti – come ogni altro senso, e oltre ancora.

Creai un metro màntrico, esoterico, magico e alchemico – per iniziati: presi per mano l'Uomo, fino a Dio – purificato, prima, negli abissi. Metà del viaggio fu tornare indietro: cantarlo, perché tutti si salvassero – diedi le chiavi a chiunque volesse, ma superbia e viltà frenano molti.

Il paradiso è questo trapassare, traguardare d’eternità ogni istante: transumanar, significar per verba non si porìa – materia nella luce! Mi ricongiunsi agli astri, m'indiài – ma cede la memoria a tanto oltraggio: a voi lascio una traccia, un'ombra chiara d'Amor che move il sole e l'altre stelle.

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Dante Alighieri, o Alighiero, battezzato Durante di Alighiero degli Alighieri e anche noto con il solo nome Dante, (Firenze, tra il 22 maggio e il 13 giugno 1265 – Ravenna, 14 settembre 1321), è stato un poeta, scrittore e politico italiano. È considerato il padre della lingua italiana; la sua fama è dovuta alla paternità della Comedia, divenuta celebre come Divina Commedia e considerata la più grande opera scritta in italiano e uno dei maggiori capolavori della letteratura mondiale.

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