Dario Fo
Il giullare che ama il teatro
READ SOULTALE / Un amore per il palcoscenico

Le luci si abbassano, l’ansia cresce, il pubblico ammutolisce, il sipario si sta per alzare e ti guardo, mio dolce amore.
Ti stringo la mano e rivivo il giorno in cui il destino ci ha messo uno davanti all’altra, il giorno in cui ho posato gli occhi su di te e, temendo un rifiuto, non osai neppure rivolgerti un invito a bere un caffè. Rivivo la fine dello spettacolo in cui mi feci tuo, mentre mi baciavi come non fui mai baciato prima, incurante degli sguardi di tutto il teatro. Rivivo i momenti in cui ci perdevamo nelle onde di infiniti discorsi d’amore e di teatro, di giochi e di carezze. Rivivo il giorno in cui mi lasciasti e io piansi fino a prosciugarmi, ma poi tornasti da me e facemmo l’amore, ridendo alla vita. Rivivo quando ti chiesi di sposarmi e finimmo per celebrare il matrimonio in chiesa, quando nacque nostro figlio, quando decidemmo insieme di combattere il sistema, allontanandoci dalla borghese condizione di superiorità, quando facevamo teatro di resistenza. Sento ancora l’impotenza e la rabbia del male e della forza bruta che lacerano il corpo e l’anima, e ti rivedo diventare più determinata che mai. Ripercorro con la mente le ore passate a scrivere a quattro mani, quando non distinguevo più se la mano fosse mia o tua, rivivo il momento in cui vinsi quel premio che spettava anche a te, un premio dedicato alla gente di teatro, alla gente come noi.

E poi venne il giorno in cui ti portarono via da me e il mio universo crollò e niente ebbe più senso. Le mie giornate divennero vuote e tentai di sostituirti con l’arte, invano.
Adesso riapro gli occhi e sei qui. I nostri sorrisi si baciano.
Non ci sono più giullari medioevali, non più misteri buffi, non più opere farsesche, non più monologhi.
Siamo solo noi due, di nuovo insieme, amanti su un palcoscenico e reciteremo la commedia della nostra vita per sempre. Insieme.

ABOUT / Dario Fo

Dario Fo (Sangiano, 24 marzo 1926) è un drammaturgo, attore, regista, scrittore, autore e scenografo italiano. Nato da una famiglia di umili origini, suo padre ferroviere e sua madre contadina, entrambi fortemente antifascisti, implementa la sua cultura iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti a Milano. I primi anni di teatro sono caratterizzati da una grande dose di improvvisazione che gli permetterà di dar vita a un teatro nuovo e rivoluzionario, attingendo dalla commedia dell’arte e dalle figure giullaresche del Medioevo. Fonda una sua compagnia con la moglie Franca Rame, trasformando il proprio movimento artistico in una vera forma d’arte politica. Nel 1997 riceve il premio Nobel alla letteratura per Il Mistero Buffo che causerà non pochi dissensi nel mondo intellettuale italiano.

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