Davide Ancilotto
Il campione di basket che ha vissuto intensamente
READ SOULTALE / L'istante è un secondo

Manca un inizio e manca una fine quassù.

Vale anche per il basket. Se resti in questo eterno presente sei sempre puntuale, mentre gli altri sono sempre in ritardo. E il canestro è sempre libero, lì davanti a te. È così che sono diventato bravo. Qualcuno mi ha chiamato persino un Gesù dello sport. Non ambivo a tanto ma, come Cristo, sapevo che le esperienze che dobbiamo vivere quando veniamo al mondo, se non sono sempre piacevoli, sono comunque utili a realizzare qualcos'altro.
Io, ad esempio, ho dovuto lasciare la mia famiglia quando avevo solo 23 anni. Mi sono sentito male durante una partita di pallacanestro e – puff – sono tornato da dove ero arrivato. Quando giacevo in coma all'ospedale, mio padre, i miei amici e i tifosi della mia squadra pregavano perché la morte non mi prendesse. Dicevano che era un'ingiustizia, un sacrificio inutile. Una donna bionda e dagli occhi trasparenti invece aveva capito tutto. Nonostante la mia giovane età, avevo vissuto così intensamente che non c'era più nulla da fare. Sarei ripartito e lei era l'unica persona pronta a lasciarmi andare.

Per chi come me ha avuto la fortuna di sapersi riconoscere nell'istante, 23 anni in fondo non sono pochi. L'istante è un secondo. Ma quale? Il secondo della zanzara ad esempio è lunghissimo perché la sua vita dura poco. Dunque, io avevo vissuto.

ABOUT / Davide Ancilotto

Davide Ancilotto (Venezia, 3 gennaio 1974 – Roma, 24 agosto 1997) è stato un cestista italiano. Iniziò a giocare a basket sperimentando vari ruoli, per poi diventare guardia, nonostante i 201 centimetri di altezza. E proprio la sua altezza lo rese un giocatore atipico per il suo ruolo. In serie A ha disputato 178 partite, mettendo a segno 1890 punti. Durante una gara estiva amichevole a Gubbio, si accasciò a terra all'improvviso, vittima della rottura di un aneurisma cerebrale.

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