Denis Mukwege
Il ginecologo con una missione di salvezza
READ SOULTALE / Il grembo della vita

I loro corpi seviziati, lacerati, mutilati, distrutti.
Donne che hanno perso tutto. Donne che sono fortunate a sopravvivere.
Io sono Muganga, sono un dottore, ma soprattutto sono un testimone di quanto accade in Congo, dei soprusi e degli atti di violenza perpetrati nei confronti delle donne. Azioni che rimangono impunite, stupri e mutilazioni genitali che si compiono di fronte alle famiglie impotenti.
Io sono Muganga, sono un dottore, curo i danni fisici, ma non posso cancellare i ricordi. Eppure queste donne non sono vittime, sono spesso eroine che si rialzano per i loro figli e per i loro cari.
Cadono e si rialzano.
Il mio Paese è caduto, precipitato in un inferno di disumanità, e io voglio contribuire a risollevarlo.
Tutto il mondo deve rialzarsi e l’unico modo che ha per farlo è impedendo queste atrocità, tutelando chi non può difendersi.
I corpi delle donne sono divenuti campi di battaglia, le violenze su di esse sono uno strumento di controllo: un marito o un padre che non riesce a proteggere chi ama perde la forza di reagire, la fiducia e soprattutto perde la speranza. Sono proprio le donne a tener viva la fiamma di questa speranza che sembra irraggiungibile, sono loro a spingermi a lottare, sono loro a darmi la voglia di sorridere.
Ho subito un attentato, ho temuto per le sorti della mia famiglia, così sono andato via dal Congo per alcuni mesi: sono stati i volti e la determinazione delle donne a farmi tornare.
Dedico la mia esistenza a loro, a quei rami spezzati da cui nascono sempre nuovi germogli: sono il grembo della Terra, accolgono la vita e la proteggono.
A noi il compito di tutelarle e di aiutarle a sorridere.

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Creative Commons. Author: Claude Truong-Ngoc.

Denis Mukwege (Bukavu, 1 marzo 1955) è un medico e attivista congolese. Figlio di un pastore protestante, si è specializzato negli anni in ginecologia e ostetricia. Nel 1999 ha fondato il Panzi Hospital in cui vengono curate le donne che hanno subito violenze sessuali o mutilazioni. Nel 2014 è stato candidato per il premio Nobel per la pace ed è stato insignito dal Parlamento europeo del premio Sakharov per la libertà di pensiero. Nel 2012 è stato vittima di un agguato dal quale è sopravvissuto. Questo non lo ha fermato, infatti ha continuato a lottare per la tutela delle donne. Ha scritto inoltre alcuni libri sull’Africa.

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