Ding Zilin
La madre di piazza Tienanmen
READ SOULTALE / Il coraggio della memoria

Non riuscirò mai a dimenticare la notte tra il 3 e il 4 giugno del 1989. Quella notte si è portata via mio figlio: ucciso, sparato.

Non credevo di avere le forze per sopravvivere a una disperazione così lacerante. Non pensavo si potesse scegliere di vivere dopo la morte di un figlio di diciassette anni. E per sei volte difatti sono arrivata al punto di arrendermi di fronte a quel dolore, perché credevo che non sarei mai riuscita ad addomesticarlo. E invece ce l’ho fatta. Non da sola, certo.

Mi hanno aiutato il sostegno e l’amore di mio marito, ma forse, ancora di più, tutte quelle madri alle quali il governo cinese ha strappato i propri figli. Le loro mani mi hanno idealmente sorretta in tutti questi anni e continuano a farlo.
E forse è anche per sdebitarmi di tanto sostegno che ho deciso di organizzare il gruppo Madri di Tienanmen e dare voce al loro silenzio straziante.

Tutte noi abbiamo dovuto imparare a convogliare la disperazione in qualcosa di costruttivo.
Combattiamo pacificamente perché i diritti umani, gli stessi in cui credevano i nostri figli, vengano finalmente riconosciuti e sopportiamo restrizioni o minacce per poter un giorno commemorare i nostri morti in pubblico.

Il nostro coraggio nasce dalle lacrime, e la nostra ostinazione riesce a far paura.
Tanta paura.

ABOUT / Ding Zilin

Ding Zilin (Shangai, 20 dicembre 1936) è una politica e attivista cinese. Ex docente universitaria di filosofia decide, dopo aver tragicamente perso il figlio nella repressione del governo del 1989, di fondare Madri di Tienanmen. Queste donne lottano per la libertà, per la democrazia e per ottenere pubblicamente le scuse da parte del governo per la morte di tanti giovani ragazzi. Per il suo impegno Ding Zilin è stata più volte arrestata, condannata ai domiciliari e perseguitata dalle autorità cinesi.

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