Dorothea Lange
La fotografa staffettista
READ SOULTALE / Di scatto in scatto, di mano in mano

La macchina fotografica è stata il mio scudo. Per essere in prima linea non è necessario che tutti ti vedano. Puoi essere invisibile e squarciare il velo restando coperta, se credi. Puoi schermarti con macchina fotografica, macchina da presa, pennello, tastiera. Usa ciò che ti pare ma stai dove infuria la battaglia, dove sale la polvere, dove si torna a casa con le scarpe sporche. Sii pure zoppicante, discreta, fai come se dovessi camminare dietro a un ubriaco senza dargli fastidio. Ma non cambiare marciapiede.

La macchina fotografica è stata la mia appendice prensile. Mettere l’obiettivo tra me e il mondo ha ampliato la mia capacità di vedere, riuscendo a condensare lì, ora, dentro quel rettangolo, quello che le mie pupille vedevano in giorni e in chilometri, e che altre pupille non avrebbero mai visto. Le mie mani impacchettavano in un click le vite che avevo seguito da lontano per portarle vicino a tutti. Quello che gli occhi da soli non riuscivano a fare, lo facevano insieme a diaframma e otturatore.

La macchina fotografica è stata il mio testimone, ma il testimone della staffetta. Sono stata sulla strada, ho fatto parte della squadra di chi camminava piano e chino, sotto il peso dei bagagli vuoti, nell’America depressa.
Ho corso la mia frazione prendendo il testimone da loro e l’ho passato a chi procedeva veloce, senza vedere.
Scegli il tuo testimone e poi passalo di mano in mano.

ABOUT / Dorothea Lange
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Dorothea Lange (Hoboken, 26 maggio 1895 – San Francisco, 11 ottobre 1965) è stata una fotografa documentaria statunitense. Il suo luogo è stata la strada, dove si può fotografare chi non ti paga per farlo. Nonostante un problema fisico dovuto alla poliomielite che la rendeva claudicante, Dorothea camminava quanto e più dei colleghi e ritraeva la depressione degli anni Trenta in America in modo asciutto ma toccante. Per essere davvero dentro le cose cercava di essere invisibile, di muoversi con grazia nelle vite altrui, e non dava i volti in pasto alla macchina fotografica senza prima aver fatto il contrario.

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