Édith Piaf
Il passerotto che incantò l'amore
READ SOULTALE / No, non rimpiango niente

Perché dite che devo prendermi cura di me stessa, che devo stare attenta, che devo volermi più bene? Voi non sapete, voi non capite. Non sapete quanto l’amore possa colorare di rosa anche il nero più vuoto dei miei occhi chiusi. Non capite che senza amore io non mangio, non bevo, non dormo, non respiro. La solitudine è la mia malattia e il mio inferno. Tutto il male che resta non conta, se io amo.

Me ne fotto delle vostre belle parole, me ne fotto dei vostri buoni sentimenti e della vostra serenità. La serenità è solo una morte senza senso, inutile, indecente. Io voglio l’ansia, la frenesia, le montagne russe del cuore che grida di paura precipitando verso il dolore per poi risalire a fatica, lentamente, senza fiato, sempre più vicino alla sommità, all’apice, a quell’orgasmo di piacere che dura un attimo. Ed è tutta l’eternità.

Guardatemi. Sono qui, mi resta poco tempo. Perché dovrei sprecarlo a curarmi, a stare tranquilla? Io in questo momento sono innamorata e vivo solo questo amore. Tutta la mia vita avrebbe potuto essere diversa se fossi stata più forte e più saggia. Eppure no, non rimpiango niente. Ho vissuto ogni istante in modo tanto pieno da colmare tutte le assenze, tutto il vuoto straziante di ogni abbraccio mancato. E ora me ne vado.

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Creative Commons. Author: J.B. Arrieu Albertini.

Édith Piaf (Parigi, 19 dicembre 1915 – Grasse, 11 ottobre 1963) è stata una cantautrice francese. Voce inconfondibile e straordinaria, ha vissuto una vita piena di momenti felici (pochi) e grandi lutti (molti) rievocati nei suoi testi. Un passerotto che a sette anni ha iniziato a cantare in strada per qualche spicciolo e che a quarantadue si è esibita alla Carnegie Hall di New York con una standing ovation durata sette minuti (passerotto, nel gergo parigino, si dice piaf).

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