Edward Hopper
L'artista che dipingeva l'assenza
READ SOULTALE / Raffigurando solitudini

È nel silenzio che trovo il meglio di me. Cammino vagabondando, osservo e dipingo quello che vedo, che è poi quello che provo. E vedo la solitudine.
L’uomo, solo anche in mezzo alla gente. Estraneo anche a se stesso. Avvolto e stretto da luci artificiali e fredde.
Pensierose le mie opere. Pensierosi gli interpreti dei miei quadri. Con un bicchiere di vino in mano, davanti a una macchina da cucire, scivolanti nudi dal letto. Ognuno si concentra su se stesso. Un egoismo indotto per sopravvivere. La solitudine e l’inquietudine dell’attesa.
Ho viaggiato in Europa, tra Parigi, Londra, Bruxelles e Berlino, ho perfezionato la mia ricerca guardando Degas, Manet, Monet e concentrandomi sulle ombre e le luci degli interni. Alla fine mi sono stabilito in America, dipingendo scene americane. I miei colori sono brillanti, ma turbano e inquietano.
Non mi attirano i grattacieli, le auto e il caos, ma cerco binari arrugginiti, fari isolati, case in riva al mare, pompe di benzina, stanze d’albergo e caffè quasi vuoti.
Dipingo figure umane, amo soprattutto le donne, le osservo immerse nel silenzio, assorte nei loro pensieri, le avvicino fisicamente nell’ambiente in cui sono, ma le tengo lontane con la mente. Non hanno alcun rapporto tra loro. Ognuno guarda altrove. Cerco l’essenza. Cerco l’assenza. Cerco l’incomunicabilità.

ABOUT / Edward Hopper

Edward Hopper (Nyack, 22 luglio 1882 – New York, 15 maggio 1967) è stato un pittore statunitense. Già dall'età di cinque anni dimostrò una spiccata abilità nel disegno e i genitori, scoperta questa dote, lo incoraggiarono facendogli leggere riviste e libri sull'arte. Formatosi a New York, dove successivamente trascorse la maggior parte della sua vita, viaggiò in Europa, venendo a a contatto con fauvismo, cubismo e astrattismo e contaminando il proprio stile con quello degli artisti della generazione precedente, tra cui Goya e Toulouse-Lautrec. La pittura di Hopper predilige come soggetti le architetture alle figure umane che, se sono presenti, rivolgono lo sguardo qualcosa oltre i confini del quadro.

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