Elena Cornaro Piscopia
La donna che si nutriva di conoscenza
READ SOULTALE / Nel silenzio delle mie stanze

Ho preso le forbici e ho tagliato. Ho deciso di scaricare i sassi e viaggiare leggera. Tutti gli sguardi, i giudizi, le attese che fino a quel momento avevano definito ogni istante della mia vita sono improvvisamente svaniti.
Non sentivo più peso e finalmente sapevo di potermi prendere quello che mi spettava: la libertà. 

Ho studiato senza sentire la fatica e ho ascoltato il silenzio delle mie stanze e dei miei pensieri.
Ho sfidato il pregiudizio e la paura degli uomini per le rivoluzioni, per l’ignoto che sembra pericoloso e incontrollabile ma che, in verità, rappresenta solo una grande opportunità. 

Uno sproposito dottorar una donna, mi dissero. Non m’importava quel che si diceva. Io avrei continuato a studiare e a nutrirmi di conoscenza. Per elevare il mio spirito e la mia anima, per sentirmi viva superando i miei limiti. Per imparare a sentirmi forte e al sicuro, anche sconfinando verso territori nuovi e sconosciuti.

C’è sempre un’origine e un inizio per ogni cosa, per ogni rivoluzione. Tenetelo bene a mente. L’importante è perseverare e aggredire le sfide. Il motore del cambiamento si accende con l’esempio e la volontà di un singolo. Restare immobili a osservare la vita degli altri non vi renderà liberi.

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Elena Lucrezia Cornaro Piscopia (Venezia, 5 giugno 1646 – Padova, 26 luglio 1684) fu una filosofa italiana, ricordata come la prima donna laureata al mondo. Nel 1665 si fece oblata benedettina e condusse un'esistenza appartata. Il padre Giovan Battista Cornaro chiese che l’università padovana assegnasse alla figlia la laurea in teologia, ma a questa richiesta si oppose il vescovo di Padova, il cardinale Gregorio Barbarigo, sostenendo che fosse uno sproposito dottorar una donna. I due giunsero a un compromesso ed Elena nel 1678 ottenne la laurea in Filosofia. In vita pubblicò soltanto, nel 1669, una traduzione dallo spagnolo di un opuscolo spirituale di Giovanni Lanspergio, il Colloquio di Cristo all'anima devota.

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