Elsa Brändström
L'angelo della Siberia
READ SOULTALE / Orizzonti senza limiti

Per vivere bisogna partecipare. Non solo osservare.
Ho tutto, da figlia di un generale e ambasciatore svedese: lusso, comodità, benessere. Ma mi pare di non avere nulla.
Il gelo della tundra della Siberia e i prigionieri di guerra, gli esseri umani ridotti a schiavitù, i bambini orfani di guerra.
I miei occhi sono impietriti. Vedere la paura.
Le mie mani devono agire. A toccare la paura.
Non si può far finta di non vedere.
Devo prendermi cura di loro. Per quanto poco e da sola io possa fare.
Mi hanno soprannominata l’Angelo della Siberia. Un angelo di infermiera.
Ma non sono un angelo. Chi aiuto aiuta la mia vita, dandole un senso.
Ho scritto un libro Tra i prigionieri di guerra in Russia e in Siberia per farne conoscere le condizioni disumane.
Con mio marito, un professore universitario, siamo sfuggiti a Hitler dalla Germania e, trasferitici negli Stati Uniti, offriamo soccorso ai rifugiati europei. Ci sentiamo vivi.
Ci vuole poco ad aprire le ali e abbracciare gli altri. Basta volerlo. Ma volerlo davvero.

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Creative Commons. Author: George Grantham Bain Collection (Library of Congress).

Elsa Brändström (San Pietroburgo, 26 marzo 1888 – Cambridge, 4 marzo 1948) è stata un'infermiera svedese, figlia del Generale Edvard Brändström, ambasciatore svedese presso lo zar Nicola II di Russia durante la prima guerra mondiale. Lasciò il lusso della vita diplomatica per aiutare e soccorrere i prigionieri di guerra in Siberia, come delegata della Croce Rossa.

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