Elzie Crisler Segar
La matita di Braccio di Ferro
READ SOULTALE / Mostrare il mondo con gli occhi di un fumetto

Se pensate che intendessi suggerire a tutti di mangiare spinaci, allora non avete capito molto.
Certo gli spinaci, come le altre verdure, fanno bene, ma figuriamoci se questo era il mio obiettivo.
Così come non lo era quello di indicare come soluzione di tutte le controversie umane lo sferrare pugni che mettano a ko il cattivo di turno. Se avete conosciuto il vero Braccio di Ferro, spero abbiate inteso altro.

Nato da un segno libero, da un gesto che inventa e narra al contempo stralci di realtà, questo personaggio senza troppa personalità, per sua stessa ammissione non troppo intelligente, dice di certi semplici, quasi innati, principi che animano da sempre l’uomo. Primo fra tutti il non accettare di subire soprusi dai prepotenti: certo, ognuno sfrutta quello che ha o, in questo caso, quello che riesce a diventare. Ma non tanto per effetto di una carica di ferro, quanto per una sana e incontrollata indignazione.
Mandare al tappeto chi approfitta della propria stazza e della propria posizione dominante, di sicuro non votata al bene comune, è una sorta di metafora leggera che mostra comunque la sua efficacia. Il mio Braccio di Ferro è un mite, ma di fronte all’ingiusta tracotanza diventa a sua insaputa il simbolo di una lotta più significativa, che chiaramente non si combatte a suon di pugni. Non è la violenza il filo conduttore delle mie e delle sue storie, ma il senso di giustizia. Lui, piccolo, ma ben dritto sulle gambe corte, non cede, guarda fiero davanti a sé e, impulsivo e diretto, difende i più deboli e quasi inconsapevolmente i suoi stessi principi. Per sicurezza fa prima il pieno di un po’ di energia, ma è sempre lui, con la sua faccia sghemba e buffa, la pipa perennemente appesa alla bocca. Il marinaio senza età e senza tempo non è un provocatore, né tanto meno un eroe. È solo uno che in fondo chiede di vivere tranquillo.

Ho pensato a qualcuno in grado di dare qualche bella lezione senza infierire, senza vantarsene e senza la pretesa di essere portatore di grandi verità, attraverso cui provare a far vedere che tutti abbiamo una nostra risorsa da far valere per non soccombere, per poter dire qualcosa, anche di molto semplice. Cerchiamola allora. Io ad esempio non ho usato né spinaci né forza, ma la fantasia della mia matita.

ABOUT / Elzie Crisler Segar

Elzie Crisler Segar (Chester, 8 dicembre 1894 – Santa Monica, 13 ottobre 1938) è stato un fumettista statunitense. Dopo aver seguito il Cartoonist W. L. Evans System, un corso di disegno per corrispondenza, riuscì a farsi pubblicare il primo lavoro nel 1916 sul The Chicago Herald. Era una trasposizione a fumetti delle comiche di Charlot, Charlie Chaplin's Comic Capers, cui seguì una tavola domenicale dal titolo Barry tho Boob. Notato da William Randolph Hearst, uno dei magnati della stampa americana, si trasferì da Chicago a New York, dove nel 1919 creò Thimble Theatre, serie nella quale, dieci anni dopo, fece il suo esordio il marinaio Popeye, ovvero Braccio di Ferro. Nel 1929 inventò anche Sappo, un impiegato costretto al pendolarismo, il cui vicino di casa è uno scienziato pazzo. Avambracci muscolosi e tatuati, pipa permanentemente in bocca, il marinaio guercio Braccio di Ferro non ha le certezze dei suoi colleghi. Io sono quel che sono e questo è tutto quel che sono, ripete, cercando di giustificare così le sue stravaganze e l’impulsività che lo porta a cercare di risolvere tutto con un pugno ben assestato.

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