Emanuele Piazza
Il cacciatore di latitanti
READ SOULTALE / Il bacillo di diventare poliziotto

Nel mio lavoro la paura c’è, eccome. Però, quando presto servizio come scorta, devo imparare a tenerla a bada.
Sono consapevole che ogni volta che salgo in macchina, ogni volta che entro in azione per proteggere qualcun altro, rischio di crepare o di saltare in aria. E non è che non ci penso, ma piano piano comincio ad anteporre alla paura qualcos’altro che si chiama senso del dovere, consapevolezza di combattere dalla parte giusta e desiderio che la Sicilia non sia conosciuta solo e sempre come terra di mafia.

E adesso che stringo tra le mani questo foglio di carta, capisco che non si smette mai di avere paura. È carta intestata del Ministero dell’Interno e contiene i dettagli della missione che mi è stata affidata. Una lista di latitanti mafiosi che ho il compito di andare a scovare. E qui nel circondario, due di questi nomi sono conosciuti anche dai bambini e dai ritardati: Totò Riina e Salvatore Lo Piccolo.

Fanno sul serio quelli del SISDE, ho pensato leggendoli.

Ed ora che sono un agente in prova dei servizi segreti, faccio sul serio anch’io. D’altronde ci sono nato con la passione per le indagini, con la voglia di giustizia e con questo bacillo di diventare poliziotto, come dice spesso mio padre.

ABOUT / Emanuele Piazza

Emanuele Piazza (Palermo, 1960 – Capaci, 16 marzo 1990) è stato un poliziotto siciliano. Entrato a far parte della Polizia di Stato durante il servizio di leva, iniziò a collaborare con il SISDE. Fu in questo periodo che scomparve dalla sua abitazione in circostanze che per svariato tempo rimasero misteriose a causa di un silenzio omertoso. Solo dopo anni di indagini, fortemente volute dalla famiglia, si scoprì che Emanuele era stato ucciso il giorno della scomparsa (16 marzo 1990) a pochi chilometri da casa e che il corpo era stato sciolto nell’acido.

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